16 aprile 2014

Roast beef 101

 

Avete gia’ deciso cosa preparare per Pasqua? Nel caso stesse ancora pensandoci e avesse deciso di boicottare il capretto, ecco un’ottima, elegante alternativa: il roast beef.

Non c’e’ niente di meglio di una fetta di roast beef tenerissima, succulenta e color rosa!!! E, leggendo un articolo su Saveur, mi e’ stato svelato il segreto per ottenere un perfetto roast beef. Questo puo’ essere servito caldo con una salsa alla senape o una salasa al blue cheese, per esempio, oppure puo’ essere servito freddo in sandwich o crostini per buffet, oppure puo’ essere riciclato in insalate o altre preparazioni. Veramente e’ un piatto versatile come pochi.

Siccome, se lo volete servire appena cotto, dovrebbe essere quasi crudo, dovrete comprare il miglior pezzo di carne di manzo per arrosto. Ora, piu’ che la ricetta, vi riporto il procedimento per ottenere tale risultato:

 

The perfect roast beef

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STEP 1: Vi serve 1 pezzo di controfiletto da 2.5 kg, legato (cio’ assicura una maggiore uniformita’  di cottura e facilita’ nel tagliarlo dopo la cottura)

STEP 2: Insaporite il pezzo di carne con sale e pepe, poi scottatelo su fiamma alta da tutti i lati, facendolo imbrunire bene (questo aiutera’ a mantenere i succhi all’interno).

STEP 3: Poi cuocete in forno a 200 F/95 C gradi per 3 ore e 20 minuti, oppure finche’ la temperatura interna della carne legge 130 F/54 C gradi.

Praticamente, la cottura a bassissima temperatura per lungo tempo permettera’ di ottenere un roast beef dal colore roseo uniforme dal centro verso l’esterno.

NOTA: la forma della carne e’ importante: ho fatto questa ricetta due volte: la prima volta ho seguito questa ricetta alla lettera, senza modificare niente; la seconda volta, il mio controfiletto era leggermente piu’ sottile – stesso peso – ma lungo e sottile (al contrario di quello “pancione” e corto che si vede in foto), in questo caso dopo un’ora ho cominciato a controllare la temperatura. Quando il mio termometro ha segnato 130 F/ 54 C l’ho tolto dal forno. Ed ho ottenuto lo stesso risultato perfetto.

STEP 4: se volete servirla calda, togliete la carne dal forno. copritela con un foglio di allumino e fate riposare almeno 10-15 minuti, per permettere ai succhi della carne di ridistribuirsi uniformemente all’interno. Se lo tagliate subito – e’ questo vale per ogni tipo d icarne – rischiate di far fuoriuscire tutti i succhi e la carne risultera’ asciutta.

STEP 5:  se la volete servire fredda , per sandwiches o altro, metteela in frigo e quando e’ fredda tagliatela molto sottile.

 

Questa e’ la mia versione per una cena che ho fatto in passato:

roast beef con salsa al gorgonzola e fagiolini con cipolle in agrodolce

 

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Per la salsa:

1 1/2 tazza di panna fresca (crema di latte)

50 gr di gorgonzola

sale e pepe a piacere

1 cucchiaio di erba cipollina tritata

 

Portate a bollore la panna, abbassate la fiamma e cuocete finche ‘addensa leggermente. Togliete dal fuoco, aggiungete il formaggio e fate sciogliere. Insaporite con sale e pepe e mettete l’erba cipollina poco prima di servire.

 

Per i fagiolini:

Scottate i fagiolini per qualche minuto (o piu’, a seconda di quanto vi piacciano cotti) in acqua bollente, scolateli e quando siete pronti per servire, saltateli velocemnte  in padella con un po’ di olio e burro, insaporiteli con sale e pepe e mescolatevi qualche cucchiaio di cipolle in agrodolce (cipolle fatte cuocere lentamente in olio e burro, insaporite con quanlche cucchiai di zucchero muscovodo, aceto e sale).

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08 aprile 2014

Pane indiano Naan

 

Per quanto questo pane lo si collega piu’ familiarmente alla cucina indiana, le sue origini sono persiane, anche il nome nān che appunto significa pane.  Il naan e’ un pane morbido lievitato, molto simile al pane pita, che solitamente e’ servito caldo, spennellato di ghee e puo’ essere usato sia come “cucchiaio” per prelevare il cibo, sia servito ripieno.

Esistono diverse varianti, legate specificatamente alla zone di provenienza, perche ‘come dicevamo il naan e’ comune in quasi tutta l’Asia (eccetto la parte dell’Est). La variante con i semi di nigella, che ho fatto, e’ invece tipica del Regno Unito.

Questo pane e’ di facile esecuzione. In meno di due ore e’ pronto, ma si mangia anche in meno tempo!!!!

 

Naan (INDIA)

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200 gr di farina media
100 gr di farina forte
1 cucchiaino di zucchero
1 1/2 cucchiaino di lievito granulato secco
1 cucchiaino di sale
100 ml latte --> 50 ml
100 ml acqua --. 150 ml
4 cucchiai di yogurth intero bianco
2 cucchiai di ghee sciolto o olio di semi


Mescolare le farina, zucchero, lievito nella ciotola dell'impastatrice. Aggiungere lo yogurth e il ghee alla farina, seguito dai liquidi fati riscaldare leggermente (intorno ai 38 C) ed aggiunti gradualmente. Se necessario aggiungere un po' di acqua in piu'. Impastate ottenendo un panetto morbido. Toglietelo dall'impastatrice, lavoratelo su un piano infarinato per 5 minuti e poi fatelo lievitare coperto finche' raddoppia.
Trascorso questo tempo, riprendete l'impasto, lavoratelo leggermente e ricavate 6 pezzi di 100 gr circa l’uno. Stendete ogni pezzo in una forma di goccia (25 cm X 12 cm).

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Riscaldate una padella per friggere larga - se l'avete suggerisco una di quelle in ghisa, da campeggio - e NON USATE ALCUN OLIO.
cuocete il primo naan nella padella da un lato finche' vedete delle bolle, a quel punto girate e finite di cuocere. Tenete in caldo, mentre cuocete il resto.

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Se volete farle come le ho fatte io, prima di mettere in padella bagnatele da un lato con acqua e distribuitevi sopra semi di cipolla nera o nigella.

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Versione all'aglio:


sciogliete 50 gr di ghee o burro e mescolatelo con 2 spicchi d'aglio macinati fini. quando il nanna e' pronto spennellarli con questa cremina e servire.

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07 aprile 2014

Lungo la terra delle spezie

 

Quando si dice… le fatiche di Tantalo!!! Iniziare e terminare questo piatto indiano e’ stato un processo intenso, ma ne e’ valsa la pena!!!

Non sono nuova alla cucina indiana, ho avuto modo di assaggiarla ed apprezzarla mentre vivevo ad Houston. Ma prima ancora, risalendo agli anni universitari, ai tempi della mia  residenza presso un dormitorio gestito da suore, ho avuto modo di essere iniziata alla cucina indiana dalle suore novizie provenienti dall’India. Perche’ secondo voi, avrei mai perso un’occasione per stare ai fornelli anche se stavo in un monastero (vi dico solo che la sera, dopo che tutte le suore si erano ritirate, io e la suora cuoca progettavamo nuove ricette da sperimentare!!!). Cosi’ ho avuto un primo assaggio della cucina indiana, ma da loro ho imparato a fare solo uno spezzatino/curry molto occidentalizzato, semplice ma piccantissimo!!!

Stranamente in tanti anni di cucina, non ho mai affrontato la cucina indiana, ma ora vivendo in Scozia mi sono sentita ispirata… ristoranti indiani pullulano ad ogni angolo di srada, sugli scaffali dei supermercati fanno bella mostra tantissimi ingredienti indiani, inoltre ho qui assaggiato uno dei migliori piatti indiani finora: il lamb byriani. E proprio ispirata da questo piatto, ho cercato di riprodurlo. La ricetta non e’ delle piu’ semplici,  perche’ ci sono diversi steps di preparazione prima di arrivare alla cottura del piatto finale. Ma quello e’ il bello di mettersi alla prova…

La ricetta proviene dal libro “India” di Rick Stein, il quale attraverso i suoi viaggi attraverso l’India, e’ riuscito a ricreare le ricette che chefs, home cook e venditori ambulanti gli hanno offerto durante il suo itinerario. Ovviamente, esistono tante varianti del biryani, ma in comune e’ la forte influenza persiana che si avverte in questo piatto (vedi la presenza dell’acqua di rose o fior di arancio).

Ho seguito la ricetta pedissequamente, eccetto non l’ho fatta piccante, per permettere al mio bimbo di tre anni di gustarla senza andare a fuoco!, e gli altri piccolissimi cambiamenti sono stati descritti accanto alal lista degli ingredienti. Spero che questa ricetta vi piaccia cosi’ come e’ piaciuta a noi!

 

Chicken and rosewater biryani (India)

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Ingredienti per 6-8 persone:


500 gr di sovraccosce di pollo, pesate dopo aver rimosso pelle e ossa


Per la marinatura:


250 ml yogurt greco bianco
6 spicchi di aglio, tritato finissimo
30 gr di zenzero fresco (1 pezzo da 6 cm), grattuggiato
3 peperoncini verdi piccanti, non privati dei semi ( io ne ho usato 1 senza semi), tagliato finissimi
1 cucchiaino di polvere di kasmiri chili (sostituibile con 1/2 cucchiaino di paprika dolce per il colore e 1/2 cucchiaino o meno di cayenne pepper - io ho omesso il cayenne)
1 cucchiaino di semi di coriandoli ridotti in polvere
1/2 cucchiaino di curcuma


Tagliare i pezzi di pollo a meta', in modo da ottenere 8 pezzi in tutto. Mettere in una ciotola e coprire con lo yogurt ed il resto degli ingredienti. Far marinare almeno un'ora (io l’ho messo a marinare sin dalla mattina per la sera)

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Per le cipolle croccanti:

300 ml do olio di semi - io ne ho usato 200 ml
3 cipolle medie, affettate sottilissime
10 chiodi di garofano
6 cm di stecca di cannella
5 semi di cardamomo verde, leggermente pestati,
2 foglie di alloro
1 cucchiaino di semi di cumino
2 pomodori medi, a dadini
1 cucchiaino di sale

Per il riso: 

600 gr riso basmati (io ne ho usati 400 e sono piu’ che sufficienti per 4-6 persone!), messo a bagno in acqua fredda per piu’ di un’ora (piu’ a lungo e’, meglio e’)
1 cucchiaino di sale per ogni litro di acqua

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Per finire:

100 gr di ghee o olio di semi
pizzico di zafferano sciolto in 4 cucchiai di latte tiepido per 15 minuti
2 cucchiai di acqua di rose (io ho usato estratto di fiori di arancio, opzione ammissibile)
20 gr di cashew, tostate
20 gr di pistacchi (io ho usato uvetta ammollata in acqua tiepida)

Riscaldate l’olio in una pentola a bordi alti e, quando e’ ben caldo, friggete le cipolle finche’ dorate. Scolatele e fatele raffreddare su carta assorbente (diventeranno croccanti man mano che si raffreddano).

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Togliete l’olio dalla pentola (conservatelo per altri usi), tranne 3 cucchiai. Fate riscaldare quest’olio rimasto, metteteci le spezie

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e fatele tostare per 1 minuto, aggiungetevi il pollo marinato, con tutta la marinatura. Portate a bollore e aggiungetevi i pomodori a pezzetti. Fate cuocere a fiamma media per 20 minuti, facendo asciugare la salsina intorno al pollo. Se dovesse succedere ,come e’ successo a me, che il pollo rilascia troppo liquido, rimuovete il pollo dalla pentola dopo i 20 minuti (per evitare di stracuocerlo) e fate asciugare la salsina. Rimettete poi il pollo nella pentola.

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Ora che avete il pollo cotto e tenuto al caldo e le cipolle fritte, portate a bollore l’acqua salata per il riso; quando bolle versate il riso scolato e cuotetelo per 5-6 minuti. Scolatelo di nuovo e iniziate a preparare il biryani.

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Sciogliete il ghee e versatene la meta’ in una pentola dal fondo pesante (io ho usato quella dove avevo cotto il pollo, dopo aver messo quest’ultimo in un altro piatto)  insieme a 3 cucchiai di acqua.  Fate uno strato con 1/3/ di riso.

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Mescolate il latte infuso di zafferano con l’acqua di rosa e spruzzatene 1/3 sul riso;

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poi fate uno strato con meta’ del pollo ed un terzo strato con 1/3 delle cipolle fritte.

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Continuate cosi’ terminando con uno strato di riso, spruzzato con il latte. Poi versate il ghee rimasto lungo i bordi della pentola. In pratica dovrete avere questo assemblaggio: riso – pollo – cipolle – riso – pollo –cipolle – riso. Le cipolle fritte restanti vi serviranno per completare il piatto.

 
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Coprite, sigillando bene, con il coperchio mettete su fiamma alta, finche’ vedrete – alzando leggermente il coperchio – un po’ di vapore fuoriuscire. A quel punto, abbassate la fiamma al minimo e cuocete per 30 minuti. Questo il risultato dopo i 30 minuti:

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Appena e’ pronto, servite, distribuendo il riso in un piatto da portata, in modo da mescolare i vari strati. Decorate con le cipolle fritte restaanti e aggingete sulla superficie l’uvetta e le cashew.

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Accompagnare con rajta (salsa al cetriolo e menta). Io ho aggiunto anche del pane naan, anche se non necessario.

 

Rajta

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175 gr cetrioli inglese, non pelato, grattuggiato
1 cucchiaino di sale
275 gr yogurt greco bianco
1/2 cucchiaino i zucchero
3 cucchiai di menta fresca tritata
pepe nero macinato,
1 cucchiaino di succo di lime


Mettere il cetriolo col sale a scolare in un colapasta per 20 minuti. Strizzarlo bene (questo e' un mio passaggio), poi mescolarlo agli altri ingredienti e far riposare almeno mezz'ora prima di servire. si deve consumare il giorno stesso in cui si prepara.

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06 aprile 2014

Sapori marocchini … in 30 minuti!

 

Questo e’ uno di quei casi in cui una ricetta ci colpisce al punto tale da farla lo stesso giorno in cui la si e’ scoperta!!!! Ovviamente avendo gli ingredienti a disposizione, come e’ capitato a me! Si tratta di una ricetta semplicissima, da realizzare in 30 minuti, per lo piu’ molto salutare e, per chi segue regimi alimentari particolari, e’ totalmente vegetariana.

La ricetta l’ho presa a una rivista americana per vegetariani, “Vegetarian Times – Ottobre 2008” (regalatami dalla mia amica Astrid), e l’ho riprodotta quasi pari pari: ho solo sostituito parte dei ceci con una patata dolce americana e ho omesso il piccante (per poter far mangiare la zuppa anche al mio ometto), che invece ci starebbe bene. Infine, l’ho servita con del riso pilaf, invece dello yogurth, per avere un pranzo piu’ completo.

Il nome tagine, in questo caso, non significa che abbia cotto il tutto nella pentola tagine, ma che il piatto ha in se’ tutti gli elementi tipici di una tagine marocchina: la presenza di frutta secca, l’uso di spezie quali cumino, curcuma, cannella, il contrasto agrodolce e la presenza del piccante.

 

Chicken tagine with cinnamon, cumin and carrots

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Ingredienti (per 4):

2 scatole di ceci (240 gr peso netto l'una) --> io ne ho usata 1
200 gr patata dolce, pelata e tagliata a cubetti --> mia aggiunta in sostituzione della seconda scatola di ceci
130 gr di carole, pelate e tagliate a cubetti
40 gr uvetta piccolina
1 cipolla piccola a dadini
3 spicchi d'aglio –> 1 spicchio
2 cucchiai di olio
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di polvere di cumino
1 cucchiaino di polvere di cannella --> ne ho messo 1/2
1/4 cucchiaino di cayenne pepper --> io non l'ho messo per via del bimbo, ma ci starebbe bene
2 cucchiaini di miele
500 ml di acqua
sale (la ricetta non lo mette, ma ci vuole!!!!)
prezzemolo fresco per finire --> io avevo coriandolo
120 gr di yogurt greco per accompagnare --> io ho fatto il riso pilaf (segue ricetta)


Riscaldate l'olio in padella; soffriggete brevemente l'aglio tritato con la cipolla, finche' traslucidi; poi versate le verdure tritate, i ceci, l'uvetta, le spezie, il miele, abbassate la fiamma, coprite e cuocete per 30 minuti circa. Quando e' cotta insaporite con prezzemolo o coriandolo fresco tritato e un dollop di yogurt o del riso pilaf. Io ho usato il blender ad immersione per darhgli un blitz veloce, in modo da rendere la zuppa piu’ cremosa.

 

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Riso pilaf (insegnatomi da un'amica turca):

1 tazza di riso basmati, ben sciacquato
2 tazze di acqua
sale q.b.
1 cucchiaio di olio


Riscaldate l'olio in un pentolino dai bordi alti; verste il riso lavato e tostate per 1 minuto; poi versate l'acqua, il sale, mescolate e riducete la fiamma al minimo. coprite e cuocete - senza aprite il coperchio - per 15 minuti.
Questa e' un'ottima ricetta vegetariana; ma nel caso si potrebbe sostituire l'acqua con brodo per una tagine piu' saporita.

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04 aprile 2014

Coffee and cake

 

Coffee cake… il nome dice tutto!!! Una coccola per accompagnare una tazzina di caffe’ fumante al mattino, appena alzati, o al pomeriggio, quando ci viene il cosidetto “abbiocco”!!! Il gusto della torta non ha niente a che fare col caffe’, ma appunto e’ un dolce molto semplice che in America – da qua il name -  viene servito con te’ o caffe’.

Ho preso spunto da una ricetta in internet per la base, sostituendo pero’ il latte con acqua e il burro con olio (memore della ricetta del ciambellone di Adelaide che si mantiene morbido per giorni); per il crumble, ho un po’ visto cosa offriva la pantry e, vista l’abbondanza di mandorle… briciole di mandorle sulla torta!!!

Consiglierei di non aumentare il numero di perre, perche’ anche se si trovano solo pochi pezzettini (quelli che non si sciolgono in cottura), la torta resta mordida senza diventare umida. Per il cioccolato potete usare quello che avete a portata di mano, io ho usato quello al latte, ma avrei preferito quello fondente.

Inoltre, questo impasto si presta come base per molte varianti, per esempio potete distribuire sull’impasto uno strato di marmellata e poi coprire col crumble; ovviamente potete cambiare il tipo di frutta, per esempio lamponi e cioccolato bianco; anche il crumble puo’ variare, cambiando il tipo di nocciola usata, oppure si puo’ fare semplicemente con burro, zucchero e farina.

“Don’t let a recipe stop you from experimenting”! that’s my motto!

 

Crumb pear and chocolate coffee cake

 

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Ingredienti per una teglia di 33x23x5 cm

 
1/2 tazza di olio
1 tazza di zucchero
2 uova
3/4 tazza di acqua
2 tazze di farina
2 cucchiaini lievito per dolci
1 cucchiaino di estratto di arancia
Pizzico di sale
2 pere, pelate a dadini
100 gr cioccolato

In una ciotola mescolare acqua, olio ed estratto e mettere da parte. In un'altra ciotola, mescolare lievito, sale e farina e tenere da parte.
Montare le uova con lo zucchero finche' ben gonfie. Aggiungere un terzo della farina, far amalgamare; versare meta' dei liquidi e far amalgamare, continuare cosi' alternando farina e olio/acqua, terminando con la farina. Infarinare le pere a dadini e il cioccolato a pezzetti con un cucchiaio di farina ed aggiungere al composto delicatamente. Versare nella teglia imburrata ed infarinata, distribuire il crumble sulla superficie ed infornare per 30 minuti.

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Crumbs:


50 gr burro
2/3 cup farina di mandorle
2/3 tazza di zucchero muscovado
50 gr manolre pelate e affettate


Amalgamare con le mani il burro con gli altri ingredienti, ottenendo tante briciole. distribuirle sull'impasto. Infornate a 180 C per circa 30 minuti.
Forno preriscaldato a 180 C. Cottura di 30 minuti.

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03 aprile 2014

Comforting soul food

 

La cucina del Sud (degli States) o la sia ama o la si odia!!!! E per me e’ stato amore a prima vista!!!! Per quanto al temperatura sia CALDA, MOLTO CALDA, i loro piatti sono molto ricchi e talvolta – lo ammetto – pesantucci, ma sono il riflesso della storia e dello sviluppo economico di quest’area. Infatti, la cucina Southern e’ un misto di tradizioni culinarie, in particolare dei Nativi Americani (indiani), degli immigranti del Regno Unito e la cosiddetta cucina degli schiavi, quindi dell’Africa Centrale e Occidentale. Ma a questi tre rami – che costituiscono il “cuore” della cucina southern - vanno collegate anche altre subculture che hanno influenzato il Sud degli States, come la cucina Creole e Cajun o quella Tex-Mex.

Ai tempi della schiavitu’ ci troviamo di fronte a due tipi di cucina, quella che schiavi preparavano per i propri “padroni”  (una cucina comunque semplice, che pero’ prediligeva ingredienti migliori e spesso varianti dalal cucina “di casa”) e quella che riservavano per se’ (per lo piu’ si trattava di one-pot meal, con verdure e pane di mais). Non si tratta di haute cuisine, ma quasi di una cucina di sopravvivenza, di preservazione, in quanto, essendo molto caldo, si doveva pensare a come preservare il cibo piu’ a lungo senza rischiare sprechi. Si spiega cosi’ la nascita del jerky beef, la carne essiccata, consumata come snack o persino la tecnica della frittura. Gli schiavi impararono dagli Indiani che friggendola, la carne sotto la pelle si manteneva piu’ a lungo. Oppure l’uso di cucinare le verdure ricoperte con la carne per lo piu’ di maiale (che veninva riutilizzata per qualche altra cosa, ma spesso non veniva mangiata) e sale, al fine di preservarla.

Questa ricetta e’ un classico esempio di questa cucina, un esempio di come sia stata adottata ed arricchita in qualche casa, divenendo poi un classico della cucina “comfort” del Sud degli States. Sono partita da una ricetta di Paula Deen, al regina del Southern food, sostituendo i peperoni docli con i funghi, perche’ avevo mangiato in qualche ristorante una versione simile a quella che vi propongo oggi.

 

Low country pork chops with mushroom gravy (Southern Cuisine)

 

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Per 2 persone:

2 costatelle di maiale, di 3 cm di altezza

200 gr funghi, affettati

1 cipolla

sale e pepe, a piacere

olio q.b.

rosmarino a piacere

2 spicchi di aglio

2 cucchiai di farina

vino rosso, un paio di cucchiai

225 ml di brodo di pollo

worcherstershire sauce a piacere

 

Pasate le costatelle nella farina, insaporita con sale e pepe.

Scaldate 1 cucchiaio di olio in padella e rosolate le costatelle da tutte e due i lati; toglietele dalla padella e mettetele da parte;nella stessa padella, aggiungete un altro paio di cucchiai di olio e soffriggete per qualche minuto la cipolla affettata finemente, versate il vino rosso (o bianco, non importa) e rimuovete tutto il fondo della padella; quando il vino sara’ evaporato, aggiungete i funghi e cuocete per qualche minuto. A questo punto, fatevi rosolare l’aglio brevemente e rimettete le costatelle nella padella, coprendole con i funghi e le cipolle.

Aggiustate di sale e pepe, versate uno spruzzo di worcestershire sauce, rosmarino tritato (fresco o secco) a piacere e il brodo. Abbassate la fiamma al minimo, coprite con un coperchio e cuocete per 30-40 minuti o finche’ la carne sara’ tenerissima.

Servite con puree di patate e, possibilmente, con collard greens.

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26 marzo 2014

Un nuovo classico: la torta ricotta e pere

 

La torta ricotta e pere, introdotta alle masse dal pasticciere Salvatore De Liso di Amalfi, ha sollevato non poche contraddizioni nel cercare di riprodurre la ricetta. Si dice che il pasticcciere non abbia rivelato la ricetta vera (soprattutto per quanto riguarda la base della torta) e continua ad offrire diverse varianti nei suoi libri o interventi pubblici. Fatto che non ha impedito ad Elisabetta Cuomo di ricreare questa torta grazie alle sua tenacita’ e preparazione tecnica. La ricetta che posto oggi, infatti, e’ UNA delle sue tante varianti alla ricerca delle perfetta torta ricotta e pere.

Per la mia versione ho scelto come base la pasta frolla alla nocciola (una delle opzioni proposte da Elisabetta), piuttosto che il biscuit, e ho fatto delle miniporzioni, perche’ si presentano meglio per una cena importante. Ho poi preso una scorciaoia usando delle pere gia’ sciroppate, che ho messo a macerare nella grappa. Vi riportero’ comunque la procedura’ completa!

 

Torta ricotta e pere (Amalfi – Italia)

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Pasta frolla alla nocciola:

250 gr farina

1 uovo

120 gr zucchero

1 cucchiaino di miele

3 cucchiaini di pasta di nocciole

140 gr burro a temperatura ambiente

130 gr farina di nocciole

20 gr granella di nocciole

2 cucchiai di latte

pizzico di sale

Lavorare  per 2 minuti il burro con lo zucchero, il miele e la pasta di nocciola col pizzico di sale. Aggiungere l’uovo e il latte, poi le farine e la granella. Formare un panetto e far riposare avvolto in pellicola per 3 ore. Stendere la pasta a 4mm di spessore e ho fatto dei cerchi di 7 cm (leggermente piu’ piccoli del diametro dei coppapasta, la cui misura e’ di 7.5 cm di diametro e 5 di altezza). Poi ho infornato i cerchi di pasta a 170 C per 13-14 minuti, ma controllate gia’ dopo 10 minuti, perche’ come si sa i forni variano.

Crema di ricotta:

400 gr di ricotta asciutta *

100 gr di zucchero superfino

200 gr di panna montata ben soda

5 pere williams bainche, pelate e tagliate a dadini

4 cucchiai di grappa di pere

3 cucchiai di zucchero di canna

 

* per essere sicuri che la ricotta non rilasci alcun liquido, mettetela in un colino dai fori molto piccoli e lasciatela scolare per qualche ora (tenendola in frigo).

 

Meringa italiana:

25 gr acqua

75 gr zucchero

50 gr albume

Cuocere lo zucchero con l’ acqua fino a che raggiunge i 121° (usando le dita bagnate in acqua fredda, si pizzica il composto che deve produrre un filo consistente). Versare lo sciroppo ottenuto sul bordo del contenitore dove le chiare d'uovo stanno montando (almeno da 7-8 minuti) ed in questo modo le uova verranno anche pastorizzate.dovrete ottenere una composto spumoso e lucido.

 

Mescolare ricotta e zucchero e far riposare in frigo per qualche ora. Setacciare poi la ricotta per ben due volte e unirvi la panna e la meringa.

Spadellare le pere con lo zucchero e la grappa per due minuti. (Se usate le pere sciroppate, saltate questo passaggio)

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Montaggio della torta:

Vi serviranno degli anelli di metallo rivestiti di fogli di acetato (si trovano in cartoleria o nei negozi specializzati di pasticceria). I miei coppapasta misurano 7.5 cm di diametro per 5 cm di altezza.

Mettere un disco di frolla sul fondo dello stampino, fare uno strato di cema di ricotta, poi uno di pere, un altro strato di crema e coprire il tutto con un biscotto di frolla. conservare in frigo per 1 notte. Tenere 10 minuti fuori dal frigo prima di servire. spolverare di zucchero a velo e rimuovere il cerchio e la carta acetata. volendo decorare con una fetta di pera spadellata con un po’ di zucchero e grappa.

Nota: siccome ho fatto delle monoporzioni, ho mescolato le pere con la crema di ricotta, cosi’ non ho creato degli strati alternati, ma un’unica mousse di pere e ricotta.

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24 marzo 2014

Antichi sapori peruviani

700esimo post !!!! 

Qualche settimana fa siamo stati ospiti a cena dalla mia vicina e amica Kelly, che ci a sorpreso con un menu’ tutto peruviano, in omaggio alle sue origini (anzi ad una delle sue origini!!!). Come la cucina messicana che ho conosciuto ed amato, anche questa peruviana si distingue per sapori decisi, che si sposano tra loro senza pero’ coprirsi a vicenda; allo stesso tempo e’ una cucina che predilige la freschezza degli ingredienti e, per questo, bisogna scegliere il meglio che offre il mercato.

Le ricette provengono tutte dal libro “Ceviche” di Martin Morales, tranne la ricetta del brisket al forno, che ha preparato il marito Neil, seguendo l’estro del momento!

Ma ecco il menu’ con tanto di ricette. Enjoy!

Menu’ Peruviano

 

Don Ceviche:

questa e’ la ceviche piu’ popolare in Peru’. solitamente si fa con la spigola/branzino, ma qualsiasi pesce con una polpa soda va bene. L’importante sia freschissimo; in questo caso Kelly ha usato dei gamberi freschissimi.

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Ingredienti per 4:

1 cipolla rossa, affettata finissima

600 gr di branzino/spigola o gamberi

1 dose di Amarillo Chilli Tiger’s Milk (vedi ricetta sotto)

qualche rametto di coriandolo fresco

1 peperoncino piccante, rimosso dai semi e tritato finissimo

1 patata dolce americana, lessa e tagliata a dadini

sale

 

Mettere a bagno la cipolla affettata in acqua ghiacciata per 5 minuti. Scolatela e asciugatela su carta da cucina. Tenete in frigo fino al momento che serve, per preservarne la croccantezza.

Sgusciate e pulite i gamberi. Metteteli in una ciotola e insaporiteli con un pizzico di sale. Fate riposare per 2 minuti, poi conditeli con il Tiger’s milk e mescolate delicatamente. Fate marinare per 2-3 minuti. Aggiungete le cipolle, il coriandolo tritato, il peperoncino e la patata dolce. Mescolate delicatamente e servite subito.

 

Amarillo Chili Tiger’s milk:

Mettete in una ciotola 5 mm di zenzero fresco, pelato e tagliato a meta’, 1 spicchio di aglio tagliato a meta’, 4 rametti di coriandolo fresco, il succo di 8 limes e fate riposare per 5 minuti. Passatelo attraverso un colino. Insaporite il succo ottenuto con 1/2 cucchiaino di sale e 2 cucchiaini di amarillo chili paste (ricetta seguente) e mescolate bene. Si conserva in frigo per 4 ore.

Amarillo chili paste: (amarillo e’ un tipo di peperoncino piccante) Mettete 1 cucchiaio di olio di semi in una padella a fondo pesante. Riscaldate l’olio e poi aggiungete nella padella 100 gr di peperoncini piccanti a vostra scelta (freschi o congelati), privati dei semi. Aggiungete 1/2 cipolla piccola affettata e fate cuocere a fiamma bassa per 10 minuti, girando spesso. Aggiungetevi 2 spicchi d iaglio schiacciati e cuocete per altri 5 minuti, finche’ tutto risultera’ mlto morbido. Mettete il tutto nel frullatore e riducete in puree.

Questa paste si conserva fino ad una settimana in frigo, ma se sterilizzate il vasetto e corpite la paste con un filo diolio vegetale, si manterra’ piu’ a lungo. Oppure potete congelarla, magari nei contenitori per fare cubetti di ghiaccio

Nota:

  • Potrete volendo usare al posto di quelli freschi, 35 gr di peperoncini secchi, privati dei semi anche questi, e poi messi abagno un po’ nell’acqua tiepida per farli riprendere.
  • questa paste e’ usate dappertutto nella cucina peruviana, dalle zuppe alle ceviche ai dressing per insalate o per rendere piccante la maionese!

 

Brisket con ensalada de tomate y cebolla

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Per la brisket: massaggiate la carne con paprika, zucchero, polvere di aglio e sale a piacere e fate riposare in frigo tutta la notte. Cacciate la carne dal frigo mezz’ora prima di cuocerla; accendete il forno a 150 C, mettete la carne avvolta in alluminio e cuocete per 8-9 ore, finche‘ la carne si sfilaccera’ senza difficolta’. volendo servite con bbq sauce.

 

Ensalata de tomate y cebolla (per 4):

1 cipolla rossa, affettata finemente

1 cucchiao di olio di oliva

succo di3 lime

400 gr di pomodori ben maturi

3 rametti d icoriandolo fresco

3 rametti di prezzemolo fresco

sale e pepe

Immergete la cipolla in acqua ghiacciata per 10 minuti. Scolatela, asciugatela e mettetela in una ciotola. Aggiungetevi i pomodori affettati e le erbe tritate. A parte emulsionate l’olio con il succo dei lime, sale e pepe e condite l’insalata. Fate riposare qualche minuto prima di servire.

Accompagnate il tutto con riso bianco arricchito da mais e coriandolo fresco.

 

Suspiro de limena

Questo dolce nasce dalla combinazione della meringa italiana e del dulce de leche peruviano (detto manjar blanco)e risale addirittura agli inizi del 1800. Pare che sia stato creato dalla moglie del poeta Jose’ Galvez  per il marito appunto, che in onore della moglie chiamo’ il dolce suspiro de Limena, perche’ intensamente dolce e delicato allo stesso tempo come il “sospiro di una donna di Lima”

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Ingredienti per 4:

380 ml di dulce de leche peruviano (segue ricetta)

2 tuorli

120 gr zucchero superfino

55 ml di porto bianco

2 albumi

1 cucchiaino di cannella in polvere

menta fresca per decorare

 

Majar blanco (Dulce de leche peruviano) : versare 200 ml di latte evaporato o panna fresca + 200 ml di latte condensato in un pentolino. Aggiungere 3 cm di stecca di cannella, 3 chiodi di garofano, 1 cucchiaino d iestratto di vaniglia e portate a bollore. Quando raggiunge il bollore, abbasate la fimamma al minimo e fate cuocere ,mescolando continuamente, finche’ si addensa e avra’ assunto un color caramello. Rimuovere dal fuoco, passare attraverso un colino. Si conserva in frigo per una settimana.

Appena finite di preparare il dulche de leche – prima di passarlo attraverso un colino - , versatevi i tuorli, mescolate bene e riscaldate finche ‘si addensa. A questo punto filtrate e versate in 4 coppe e mettete in frigo a raffreddare.

Per la meringa: in un altro pentolino versate il porto e lo zucchero e fate bollire finche’ raggiunge i 112-115 C. Mentre lo zucchero raggiunge la temperatura necessaria, iniziate a montare leggermente gli albumi; quando questi sarappo appena appena montati versate a filo lo sciroppo di zucchero bollente e la cannella in polvere e montate finche’ la meringa sara’ lucida e ben gonfia. Mettete un po’ di meringa sulle coppe di caramello fredde e servite, spruzzando un altro po’ di cannella in polvere.

 

Se siete interessati questo e’ il libro da cui sono state ricavate le ricette, cucinate deliziosamente da Kelly & Neil.

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19 marzo 2014

Frijenno magnanno!!!

 

Festa del Papa’ 2014

Per distinguermi dalla massa,  che oggi propone zeppole di San Giuseppe a sbafo, vi propongo una simpatica e veloce alternativa, che vi permettera’ di cambiarne il gusto, sostituendo la frutta scelta. Originariamente ho fatto queste piccole frittelle con le mele al playgroup del mio bimbo e sono piaciute tanto. Poi in occasione del mio pranzo di dim sum, ho deciso di usare le banane (le avrei voluto servire con una salsa al cioccolato e peperoncino, poi ho omesso il piccante nel caso anche i bambini avessero voluto inzuppare le frittelle!!!).
Queste le voglio dedicare al mio papa’, non solo perche’ e’ la Festa del papa’ oggi, ma anche perche’ e’ un goloso e so che gli piacerebbero un sacco (infatti, proprio stamattina, ho promesso di fargliele appena rientro in Italia). Auguri Papa’!!!

 

Frittelle di banane con salsa al cioccolato

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Ingredienti:
adapted from here

 

  • 200g di farina
  • 3/4 bustina di lievito per dolci (vedi nota)
  • 1 pizzico di sale
  • 50g di zucchero
  • 1 uovo sbattuto
  • 250 ml di latte
  • 2 banane
  • olio di semi di girasole per friggere
per completare zucchero granulato arricchito con la polvere delle 5 spezie (1 cucchiaino o piu’ a seconda del gusto)
Mescolate farina, lievito, sale e poi aggiungeteci l'uovo,il latte e infine i pezzetti di banana. Nel frattempo avrete fatto scaldare l'olio in una pentola. Con un cucchiaino prelevate l'impasto e fatelo cadere nell'olio bollente.
Quando le frittelle saranno dorate, scolatele e poi mettele sulla carta assorbente di modo che assorba l'olio in eccesso. Passatele nello zucchero e servite.
Si mantengono bene fino al giorno dopo, leggermente piu’ durette, ma ancora buone!!!!
Nota:
- se incrementate la quantita’ di lievito ad 1 bustina intera, le frittelle saranno piu’ soffici.
- con lo stesso impasto (usando una bustina di lievito), meno la frutta, otterrete la stessa pastella per fare degli ottimi pancakes!!!!

Per la salsa al cioccolato: portate a bollore 300 ml di doppia panna fresca, versatela su 100 gr di cioccolato fondente e mescolate facendo sciogliere bene. Se la volete spicy, aggiungete alla panna della polvere di chili/peperoncino piccante.

Provate anche la versione delle zeppole ripiene, qui
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15 marzo 2014

Treccia rustica

 

Un altro esperimento riuscito!!! L’idea era di riuscire a replicare la bellissima treccia fatta sia da Elisabetta (che ho visto su Fb), sia da Rossella (vista sul forum di Pan per focaccia). Se fatto bene l’intreccio, ne esce fuori una torta rustica veramente d’effetto!!!! Avrei voluto replicare anche il ripieno di Elisabetta (salsiccia, friarielli e provola), un trio di ingredienti tipico napoletano che a mio marito piace tanto. Ma, mancando l’elemento chiave – i mitici friarielli – ho deciso di optare per qualcosa di diverso. Ed eccola la mia treccia…

 

Treccia rustica con salsiccia, peperoni e caprino al balsamico

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Ingredienti:

500-600 gr di pasta per rosticceria siciliana

1 cipolla media, affettata

2 peperoni dolci, affettati

4 salsicce

100 gr di caprino, o piu’ a piacere

uno splash di vino bianco

un drizzle di aceto balsamico denso

sale e pepe

un cucchiaio di olio di oliva

 

Fate rosolare in una padella con l’olio la cipolla e i peperoni e fateli caramellare un po’, tenendo la fiamma bassa per non farli bruciare!!! Aggiungete la salsiccia sbriciolata e sfumate col vino e con l’aceto. Aggiustate di sale e pepe e finite la cottura. Assicuratevi che il ripieno sia piuttosto asciutto, se necessario prolungate la cottura fino a che non resta che un cucchiaio di liquido di cottura sul fondo.

Stendete la pasta, piuttosto finemente, cercando di ottenere un rettangolo. Dividere mentalmente la pasta stesa in 3 parti: lasciate la parte centrale intatta – qui andra’ il ripieno - e praticate dei tagli ai lati (io li ho fatti in diagonale).

Mettete il ripieno freddo al centro, coprite con pezzetti di caprino e cominciate ad intrecciare: innanzitutto prendete i lembi centrali, sia della parte superiore che inferiore, e portateli sul ripieno, in modo da chiudere le estremita’; poi intrecciate le strisce alternando una di destra con una di sinistra, coprendo il ripieno. dovrete ottenere qualcosa di simile:

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Fate crescere la treccia ottenuta una mezz’oretta, poi spennellatela di olio ed infornatela a 160 C finche’ ben dorata e cotta.

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08 marzo 2014

A dim sum feast!!!!

 

Quanta fatica, ma che soddisfazione! Oggi, avendo a pranzo delle mie amiche, ho deciso di preparare un menu’ a base di dim sum.

I dim sum sono delle mini porzioni di cibo – che varia dal dolce al salato -  della tradizione culinaria cantonese, che si servono  dalla mattina fino a mezzogiorno, perche’ si accompagnano al te’. Vengono serviti in piccoli cestini di bambo’  o in altri piccoli piatti. 

 

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Proprio perche’ si tratta di “piccoli bocconcini”, di solito al ristorante si selezionano due o tre piatti diversi, che vengono divisi tra i commensali. Percio’, se pensate di organizzare una dim sum feast, dovete programmare tutto con cura!!!! Siccome i dim sum non vengono consumati come pranzo o cena, nel caso vogliate appunto servirli in tali occasioni, dovete prepararne un bel po’ sia come quantita’ sia come diversita’. Cercate di variare il tipo di cottura, in modo da poter cucinarne piu’ di un tipo in contemporanea. Nel mio caso, avendo due grandi steamer, ho optato per due dim sum cotti al vapore ed uno fritto. E mi sono limitata a soli tre tipi perche’ ho servito anche una zuppa come accompagnamento.

 

Dim sum (China)

 

Vegetable Eggrolls

In realta’ la quantita’ degli ingredienti e’ veramente optional per questa ricetta, perche’ potete a piacere aumentare o diminuire la verdura che vi piace. Se volete una versione con pollo, potete seguire questa ricetta che ho gia’ postato.

Con queste dosi, me ne sono venuti 10, tagliando il wrapper a meta’ (in senso diagonale).

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Ingredienti:

100 gr cavolo
1 carota
50 gr sedano
1 cipollotto, solo la parte verde affettata finemente
2 spicchi di aglio
1 cucchiaio di zenzero fresco grattuggiato
5 spring rolls wrapper, tagliate a meta’ in senso diagonale
Olio di semi q.b.
Sale q.b.


Preparate tutte le verdure: affettate sottilmente il cavolo, tagliate a julienne il sedano e per la carota - dopo averla pulita - l'ho tagliata a strisce con un pelapatate.
Tritate l'aglio.
Riscaldate bene il wok o una padella dai bordi alti, aggiungete un po' di olio e rosolate velocemente l'aglio e lo zenzero, poi versate le verdure tutte in una volta e cuocetele per pochi minuti, il tempo che appassiscano leggermente. Aggiustate di sale. Fate raffreddare.
Mettete un foglio di pasta su  un ripiano legermente spolverato con maizena. Al centro mettetevi un cucchiaio del ripieno e formate l'involtino.
Riscaldate l'olio per friggere e friggete gli involtini finche' ben dorari, fateli scolare bene e serviteli caldi.

 

Beef and mushroom siu mai

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E’ piu’ comune l’uso della carne di maiale, ma dovendo fare un altro di sum con lo stesso tipo di carne ho preferito variare. E, per essere sicura che il manzo non risultasse troppo asciutto ho aggiunto della pancetta affumicata,che scioglienosi nel ripeno lo ha reso morbido.

Con queste quantita’ ne sono venuti 20 circa

 

Ingredienti:

300 gr carne di manzo, tritata

2 cucchiai di pancetta affumicata, a dadini

1 cucchiaio di zenzero fresco grattuggiato

2 cucchiaio di salsa di soia

1 cucchiaio di olio di sesami tostati

2 cucchiaini di maizena

70 gr di funghi tritati

1 cipollotto, solo la parte verde, tritata finemente

sale e pepe

piselli freschi o congelati, per decorare

wonton wrappers, q.b. (quadrati di pasta all’uovo sottili, che misurano 9x9 cm)

albume q.b

 

Mescolate la carne con i funghi, il cipollotto, la pancetta e il resto degli ingredienti. Fate riposare almeno mezz’ora (io ho preparato tutti i ripieni il giorno prima). Formate un cerchio con il pollice e l’indice e poggiatevi sopra un wonton wrapper, facendolo scendere leggermente nell’incavo formatosi. Mettete al centro 1 cucchiao del ripieno e spingete il ripieno verso il bsso, schiacciandolo sul fondo del wrapper. Piegate  i bordi di pasta lungo i lati, lasciando il ripieno scoperto e con il dito rendeto piatto il ripieno sia sopra che sotto (cosi’ il raviolo puo’ stare “seduto” senza cadere). Mettete un pisello ( o un pezzetto di carota) al centro del raviolo e cuoceteli al vapore per 6-8 minuti.

Nota: rivestite il cestello della vaporiera o dei cestelli i bambu’ con foglie di cavolo.

 

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Baozi – Pork and cabbage steamed buns

Baozi o bao sono dei panini ripieni tipici della cucina cinese. I ripieni sono vari, con verure o carni varie. Ci sono due tipi, uno di 10 cm di misura, che di solito e’ servito individulamente e fa parte del take-away.; mentre quelli da 5 cm, sono comunemente serviti nei ristoranti.

La cottura e’ al vapore, ma possono anche essere cotti in padella come i potstickers (non li ho fotografati, ma li ho fatto il giorno dopo: non crescono come quelli al vapore, ma sono altrettanto buoni).

La versione che vi propongo in questo post e’ alquanto semplice e leggera. Per una ricetta un po’ piu’ complessa, ma anche piu’ saporita, vi rimando ai char siu bao, a base di maiale bbq, che ho fatto tempo fa.

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Ingredienti per 30 pezzi:

Per la pasta:

300 gr di farina (9-10 % glutine)

56 gr zucchero

1 cucchiao di olio di semi

1 1/2 cucchiano di lievito in polvere

11 gr di lievito di birra granulato secco

150 -170 gr di acqua

Mescolate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liesico e fate lievitare per 40 minuti.

 

Per il ripieno

300 gr carne di maiale macinata

300 gr di cavolo

1 cucchiaio di olio di sesamo tostato

2 cucchiaini di salsa di soia

1 cucchiaino di sale

1 cucchiano  di zucchero

1 cucchiaino di aceto bianco

aglio tritato,

zenzero fresco

1 cipollotto, la parte verde solo, tritato finissimo

 

Sbollentate il cavolo epr qualche minuto. Scolatelo e raffreddatelo sotto l’acqua fredda, poi tritatelo finemente. Mettetelo in un panno di cotone e strizzatelo bene per far fuoriuscire tutta l’acqua.

Mescolate il cavolo al resto degli ingredienti,profumando con aglio e zenzero a piacere. Fate riposare il ripieno per almeno mezz’ora.

Prendete la pasta, tagliate 30 pezzettini, stendeteli in cerchi e mettete 1 cucchiaio del ripieno al centro. Sollevati i lembi della pasta da tutti i lati e poi dategli un twist. Mettete a riposare per 40 minuti.

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Prendete un foglio di carta da forno, bucherellatelo e spennellatelo con olio di semi.  Rivestite con questo il cestello della vaporiera, appoggiatevi i panini e cuocete ad alta temperatura per 10 minuti.

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Serviteli con salsa di soia, chili paste e garlic paste. Questo e’ l’interno:

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Una Sacher per tutte le donne!

 

8 marzo 2014 - Festa della Donna

“Third time is a charm” dicono negli States. La mia ricerca per la perfetta Sacher continua… ho provato tre ricette finora, tutte mi sono piaciute, ma c’era sempre un non so che che mi ha spinto a continuare a sperimentare… che oggi sia la volta buona!!!! La ricetta l’ho presa dal forum di Pan per focaccia ed e’ un connubio tra la ricetta  della torta di Ettore, che ho modificato leggermente e la glassa di Paoletta, la cui Sacher l’ho anche fatta, ma l’ho trovata troppo vicina ad un pan di spagna al cioccolato come consistenza *anche si di sapore delicatissimo).

Ed oggi,invece della solita torta mimosa,  voglio dedicarla a tutte le donne che festeggiano la loro dignita’ di essere donne. Auguri !!!

 

Zuccotto Sacher (Austria)

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150 gr burro morbido
150 gr zucchero
150 gr cioccolato fuso 70%
5 tuorli + 5 albumi
100 gr farina
50 gr farina di mandorle
Pizzico di sale
5 gr di lievito x dolci

1 stampo da zuccotto di 23 cm di diametro


Glassa
200 gr cioccolato fondente al 70 %
80 gr burro
2-3 cucchiai di acqua
400 gr marmellata di albicocche

 

Mescolate la farina, la farina di mandorle, il sale e il lievito e tenete  da parte.

Montate bene lo zucchero con il burro; aggiungete un tuorlo alla volta ,facendo incorporare bene il primo prima di aggiungere il prossimo. Poi fate montare il composto.

Versate la cioccolata fusa e fredda e fate amamlgamare.

Mescolate delicatamente, alternando gli albumi montati a neve e le farine, facendo attenzione a non far smontare il composto. Versate nello stampo imburrato ed infarinato ed infornate a 180 C per 30-35 minuti (controllate sempre con uno stecchino per vedere se l’interno e’ asciutto; se no, proseguite la cottura per altri pochi minuti).

Fate raffreddare ,sformate dallo stampo e tagliate la torta a meta’. Farcitela con 3/4 della marmellata. Ticomponete la torta e appoggiatela su una gratella.

Sciogliete la marmellata restante con un po’ di acqua. Passatela atraverso un colino e con questa gelatina spennellate l’intera torta.

A bagnomaria scioogliete il cioccolato con burro e acqua . Versate sulla torta partendo dal centro, facendo ricoprie tutti i lati. Due strati sarebbero l’ideale!!!

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20 febbraio 2014

La torta dei colibri’

 

Scavando tra le foto, ho trovato questa torta che ho fatto quasi un anno fa. Non e’ tanto per la torta decorata in se’ che scrivo questo post, quanto per la ricetta ricetta, uno dei pochi dolci americani che mangerei in abbondanza.

Questa torta era stata creata per la vincitrice del concorso del bookclub del quale facevo parte (di qui la forma!!!): prima di partire per la Scozia, organizzai l’ultima riiunione  - almeno per me –per il bookclub e facemmo anche il mio farewell party (ma chissa’ magari ne esce un altro post!!!). Il tema del party era “southern food”, in tema col libro che stavamo leggendo e ogni partecipante doveva venire indossando un cappello da perfetta dama del sud. La Southern Belle che avrebbe ricevuto piu’ voti, avrebbe ricevuto una torta fatta da me!

Ma, siccome la torta doveva essere gluten free e dairy free, rispolverai questa “vecchia” ricetta che faceva parte del repertorio del cupcake store (anche se e’ di Martha STewart) dove ho lavorato prima di avere il mio bimbo, cambiando solo la farina normale con quella gluten free. Come frosting, ho usato invece una crema al “burro” di cocco, molto molto buona devo ammettere e perfetta in combinazione con questa torta. TRa l’altro la scelta di questa torta non poteva essere piu’ eprfetta, dal momento che e’ un classico della cucina southern degli States.

 

Hummingbird Cake (Southern States)

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Con questa dose ho ottenuto la bambola e mezza dozzina di cupcakes, ma generalmente vi permette di ottenere due torte da 22 cm di diametro o due dozzine di cupcakes.

 

 Ingredienti:

  • 3 tazze di farina (io ho usato gluten free)
  • 1 cucchiaino di bicarbonato di soda
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1 tazza di olio di semi
  • 2 cucchiaini di esratto di vaniglia ( a volte metto estratto di arancia)
  • 2 tazze di zucchero
  • 3 uova
  • 3 banane grandi, ben mature, ridotte quasi in puree
  • 225 gr di ananas in scatola, schiacciata
  • 1 tazza do noci o pecan, tritate
  • 1 tazza di farina di cocco

Ripieno classico: cream cheese frosting

 

Preparazione:

Preriscaldare il forno a 170 C.

Imburrare ed infarinare lo stampo e foderarlo con carta da forno, anch;essa imburrata ed infarinata.

Mescolare farina, bicarbonato, cannella e sale e tenere da parte.

In un;altra ciotola, sbattere olio, vaniglia, zucchero, aggiungendo un uovo alla volta; sbattere per un paio di minuti o finche’ il composto sara’ chiaro e spumoso.

Aggiungere al composto di uova l’ananas (quando lo schiacciate, conservate parte del succo dalla lattina), le banane, le noci e il cocco. Mescolate bene ed incorporate il tutto alla farina.

Versate negli stampi ed infornate per 30 –40 minuti o finche’ inserendo uno stuzzicadente al centro questo uscira’ asciutto e pulito.

Fate raffreddare almeno 15 mintui prima di rimuovere dalle teglie.

Farcite col frosting.

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Ripieno dairy free:

1 tazza di olio di cocco, tenuto in frigo

4 tazze di zucchero a velo

latte di cocco per aggiustare la consistenza del frosting

estratto a piacere

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