27 agosto 2007

It's time to go... in vacation!!!!

Finally, anche io mi accingo a lasciare la blogosfera per un po' di giorni per godermi un po di vacanza. Destinazione? Ancora sconosciuta. Al ritorno sapro' e saprete di piu'!!!
Nel frattempo vi lascio qualche ricettina per non farmi sentire troppo la mia mancanza !!!
In primis ... alcuni biscottini preparati per un baby shower (un baby shower e' un party che si organizza di solito solo per le mamme in attesa e le loro amiche - gli uomini sono solitamente esclusi - e si tiene poche settimane prima del parto, in modo da procurare tutti oggetti che possano essere utili ai parents-to-be, tipo vestitini o pannolini) che si sarebbe dovuto tenere in questi giorni, ma l'angioletto ha deciso di nascere ... OGGI. Quindi, il party e' stato posticipato, cosi' non ci resta che mangiare i biscotti!!!

Pretty in pink baby girl cookies

Ingredienti:
- pasta frolla alla cannella e al profumo di mandorle
- marzapane bianco
- ghiaccia colorata rosa
- confettini colorati

Finally it's time for me to go in vacatione, too! All my blogger friend have already left and now they are "coming back". On the contrary, I will leave now. For where? I don't know yet. But I'll let you know in few days. In the meantime, I'll leave you few recipes to keep you busy until I'll be back!
The cookies in the pictures are sugar cookies, cinnamon and almond flavored, decorated for a baby girl shower (a baby shower is a party in which the expectant mom receives gifts for her child. Usually the party is hold before the baby has born, because the idea is to help parents get items that they need for their baby, such as clothes or diapers) that didn't happen because the little angel has decided to be born ... TODAY!!!! So it look like we have to postpone the party, but - in the meantime - we'll start to eat the cookies!!!!

24 agosto 2007

PBJ… variations

Dopo un po' di anni trascorsi qui in America, non avrei potuto non soccombere anch'io al fascino del pbj sandwich, ovvero peanut butter and jelly sandwich.Ok lo devo ammettere, inizialmente ero moooolto dubbiosa sull'accostamento salato-dolce, nonostante separatamente non abbia alcun problema a mangiare sia il burro di arachidi, sia la marmellata. Ma vi diro', dopo averlo provato, ho ceduto senza pudore!!!!
All'epoca, facevo la babysitter e uno dei bambini mi chiese di preparargli uno di questi sandwich. Io avrei preferito dargli un bel panino con prosciutto e formaggio (l'abitudine all'Italian-style) , ma dopo varie insistenze dovetti cedere. Ma dovevo capire quale era il fascino che si nascondeva dietro quel sandwich. E fu cosi' che diedi il primo morso a due fette di pane bianco, spalmate di marmellata di fragole e peanut butter... e quello fu l'inizio della fine. Da allora evito di comprare o di avere allo stesso tempo i due ingredienti a portata di pantry, per evitare di mangiarli a colazione, pranzo e cena!!!!
Sebbene le prime arachidi siano fatte risalire al 1500 a.C., mentre le prime marmellate arrivarono in America solo verso il XVII secolo insieme ai Pilgrims dall'Europa (a sua volta le marmellate pare che provengano dal Medio Oriente e siano state portate in Europa dopo le Crociate), dobbiamo aspettare ancora cent'anni prima che il semplice concetto di "sandwich" si formi, grazie a John Montague, IV conte della famiglia. Si racconta che costui fosse un famoso giocatore e trascorresse spesso lunghe serate nei pub inglesi, ai tavoli da gioco. Pur di non interrompere il suo gioco, un giorno ordino' che gli mettessero alcune fette di carne tra due fette di pane. Era il 1792: il sandwich era stato inventato!
Ma siamo ancor lontani dal pbj sandwich: dobbiamo aspettare il 1890 per l'invenzione del peanut butter, quando un medico sconosciuto penso' di creare qualcosa che potesse offrire ai suoi pazienti qualcosa facile da digerire, ma alto in proteine.
Cosa manca ancora?
Il pane. Eh si', perche', sebbene si creda che il primo pane lievitato risalga ai tempi degli Egiziani - siamo nel 3000 a.C. - il sandwich divenne popolare solo agli inizi del 1900, quando inventarono il pane bianco morbido. E finalmente, con precisione storica, nel 1940 nasce il pbj sandwich.
Autore? Le truppe americane della II guerra mondiale, nel cui menu erano presenti sia il peanut butter che il jelly/gelatina di frutta. Pensando di rendere piu' gustoso il peanut butter, aggiunsero un tocco di jelly al tutto, dando vita ad uno dei capisaldi della cucina americana!
Qual e' la mia variante, allora? Di cosa blatero nel titolo?
Beh, prima di tutto, pare che andrebbe usata la gelatina d'uva (grapes jelly), ma io preferisco la marmellata di fragole o, come nell'esperimento della foto, la marmellata di ciliege nere (fatta dalla mia dolce mammina con le ciliege del mio giardino in Italia. Sigh!!!).Poi ho pensato di creare qualcosa di totalmente nuovo (avvalendomi pero' dei 2 elementi chiave del sandwich), prendendo ispirazione dal fatto che Terry, il ragazzo a cui dovevo fare la torta, adora il pbj sandwich!

PBJ Mousse Tart


Per 6-8 persone:
250 gr pasta frolla (300 gr farina; 200 gr burro, 100 gr zucchero, 1 uovo, pizzico di sale, un po' di lievito in polvere)
marmellata a piacere (nel mio caso ciliege nere), quanto basta per ricoprire il fondo della crostata

Mousse di peanut butter:
2 albumi,
2 tuorli
60 g di zucchero,
200 g di peanut butter chips
50 g di acqua tiepida
250 g di panna montata

Montate a neve ferma gli albumi con metà dello zucchero e usate l'altra metà per montare i tuorli. A questo punto mescolate l'acqua ai peanut butter chips che avrete nel frattempo fuso in modo da rendere la crema più liquida e aggiungetela ai tuorli; mescolate bene, quindi incorporate anchegli albumi montati. Solo alla fine aggiungete la panna montata. Tenete da parte.
Stendere la pasta frolla nella tortiera (da crostata) - preferibilmente dal fondo removibile - , bucherellarla con una forchetta e cuocere "in bianco" (ovvero senza ripieno) finche' diventa completamente dorata. Infornate a 170-80 C per circa 20 minuti (dipende dai forni).Toglietela dal forno e fatela raffreddare.
Quando e' fredda spalmatela leggermente cun un sottile strato di marmellata e poi con una sach-a-poche distribuitevi la mousse fino a ricoprire totalemnte la superficie della torta. Volendo decorate con marsmallows and fili di cioccolato fondente.
Questo l'interno:

English version... coming soon!!!

20 agosto 2007

La porta della speranza



Qualche anno fa, uno dei miei chef ed ora mio amico Charles, mi chiese - quando frequentavo ancora la sua classe - se volevo aiutare, insieme ad altri volontari, a preparare il pranzo per il Thanksgiving al centro di accoglienza per i senzatetto, di cui lui era ed e' ancora il Food Service Manager e Volunteer Coordinator. Io ho accettato volentieri e da allora ho cominciato a fare volontariato presso il centro, prima completando il mio co-op (ovvero un'internship all'interno dello shelter, che mi e' stata accreditata come classe a tutti gli effetti), poi andandoci regolarmente un paio di volte alla settimana (anche se purtroppo ultimamente ci vado molto piu' raramente perche' vivo un po' piu' distante di prima).
Lo shelter Open Door Mission fu fondato nel 1954 da Bob ed Emilia Finnegan, inizialmente come una semplice cucina che offriva una pietanza calda e caffe' a chiunque ne avesse bisogno. I fondi inizialmente furono offerti da 13 persone che versavano 75 dollari al mese.
Oggi consiste in un edificio comprendente 5 dormitori, uffici amministrativi, infermeria, centro lavanderia, la cappella, una larga mensa e ovviamente la cucina. Oltre ad offrire un pasto caldo ai vari ospiti fissi (circa 200 uomini, e' un centro maschile infatti), e chiunque si presenti alla porta, comprende di un programma di disintossicazione da alcol e droga, nonche' e 'centro di riabilitazione per chiunque avesse bisogno di assistenza medica e non si puo' permettere di affrontare le assurde spese previste negli ospedali.
La filosofia di base e' incentrata intorno a Gesu' Cristo; pertanto, il programma di recupero sara' concentrato principalmente su un rinnovamento interiore spirituale, allargandosi poi ad istruire e fornire un adeguato job training agli ospiti, permettendo loro, alla fine del loro percorso di recupero, di trovare un lavoro e ricominicare una nuova vita.
Tutti i compiti che devono essere assolti nello shelter - a parte quelli amministrativi - vengono compiuti dagli stesso ospiti, che si dividono i turni e le mansioni, spesso a secondo del loro precedente background.
Tra i vari compiti, c'e' quello di sfamare letteralmente i 200 residenti che vivono e dormono li'. Gli ingredienti sono frutto di donazioni private o di enti specializzati, tipo Food Bank e simili, o di ristoranti e negozi che regalano quello che non vendono. Certamente non stiamo parlando di ingredienti di prima scelta e, talvolta, non e' neppure sufficiente per tutti. Pero' lo staff in cucina, anche grazie alla supervisione di Charles, riesce a fare miracoli con quello che ha, rendendolo appetibile e gustoso. Spesso sono capaci di inventarsi piatti unici, nel senso che non sono mai stati mai e mai piu' lo saranno! E la cosa piu' incrfedibile e' che spesso questi ragazzi non hanno mai cucinato in vita loro!
Ultimamente, diversi talenti stanno uscendo da quella cucina, come Todd, Bronson o TJ, per citarne alcuni. E, appena il programma glielo consentira' (devono attenersi a regole abbastanza ferree se vogliono risiedere nello shelter), si iscrirveranno a scuola e prenderanno il loro degree in Culinary Arts per crearsi le basi per un futuro di speranza.
La ricetta che vi propongo oggi, esce dalla loro cucina, ed e' stata realizzata per un pranzo speciale fatto in onore dei loro donatori lo scorso lunedi'. E vi assicuro, le ribs (le costine di maiale) erano eccezionali!!!!

Finger lickin' good... Asian oven ribs


costine di maiale in un pezzo solo

Per la marinatura:
polvere cinese delle 5-spezie, a piacere (per la ricetta vedi qui)
1/2 bottiglia di salsa teriyaky
1/2 bottiglia di salsa hoisin

Strofinate le costine con la polvere di spezie; mettetele in un contenitore che le possa contenere completamente distese e ricopritele con le due salse. Fate marinare tutta la notte, coperte da pellicola trasparente in frigo.
Rimuovete le costine dalla marinatura e tenete questa da parte. Stendete le costine -con la parte grassa verso l'alto - su una teglia da forno e copritele con foglio di alluminio. Infornate a 150 C (forno preriscaldato) e cuocete per 1 1/2 ora.
Nel frattempo, fate ridurre sul fuoco la marinatura, finche' diventera' piu' densa. Dopo la prima ora e mezza di cottura, rimuovete le costine dal forno, spennellatele con parte della marinatura ridotta ed eliminate la carta argentata. Fate cuocere altri 30 minuti. Alla fine della cottura la carne risultera' tenera o addirittura si stacchera' dalle ossa. Servite, separando le costine singolarmente, con la marinatura rimasta.


Questa foto, invece, e' stata scattata mercoledi' scorso, il giorno di Ferragosto. Ero andata ad aiutarli perche' c'era un pranzo in onore di uno dei fondatori e, quel giorno, era anche il compleanno di Terry (il ragazzo con la torta in mano ovviamente), uno dei miei amici dello shelter. La storia di Terry e' molto particolare, e' entrato come ospite ed ora e' una colonna portante nell'amministrazione. Il suo cambiamento e' esemplare ed e' veramente una persona speciale. Intorno a Terry, il mitico staff della cucina: Ed, Charles, Terry, Todd, Bill, Bronson, Tony.
Avrei tante altre cose da raccontarvi, perche’ l’esperienza che ho fatto vale molto piu’ di quello che ho detto e per quell poco che ho dato, ho ricevuto indietro molto di piu’. E non e’ la solita frase di circostanza.


Happy Belated Birthday Terry

A door for hope

Few years ago, I was asked by Charles, at that time one of my chef at school and now my friend, to help, together with other volunteers, with the Thanksgiving’s luncheon at the Open Door Mission.
This shelter was, quote: “founded by “Brother Bob” & Emilia Finnegan as a downtown soup kitchen on Franklin Street. Brother Bob often said that he began the Mission with “30 chairs, a coffee pot, and a hot plate.” The original funding came from 13 people who each donated $75.00 a month”.
Today the shelter has 5 dorms, administration’s offices, laundry room, infirmary, a chapel, a large dining room and of course the kitchen. The Mission not only offers a meal to anybody needs it, but it’s also a rehabilitation center for drug and alcohol addicted.
Quote again: “Open Door Mission is a Christ-centered emergency relief and rehabilitation shelter dedicated to meeting the needs of men in our community who are homeless, addicted, destitute and disabled. Positive life changes are wrought through structured residential programs, which focus on spiritual renewal, recovery from substance abuse, education and job training, job placement, convalescent care and access to healthcare”
As soon the guests enter the door, and before they can get out again, mostly each of them has his own duty to attend to. One of the biggest challenges is to feed the 200 and sometime more men that live there. And the kitchen crew just does an amazing job, using whatever ingredients (from donation, mostly) is available in their pantry and creating with those the most appealing and tasteful meal possible. Among the guys that work in the kitchen there are some that never cook before in their life. But thanks to Charles’ supervision and expertise – that’s why is the Food Service Manager and Volunteer Coordinator! - , some of them – such as Todd, Bronson, TJ, Ed - have demonstrated such a passion and a hidden talent, that as soon they could leave the shelter, they will register at school to get the degree in Culinary Arts.
So from their kitchen to yours, the best mouth-watering ribs!

For more information about the Open Door Mission, go here.

Finger lickin' good ...Asian oven ribs.

1 rack of pork spareribs

For the marinade:
Chinese 5-spice powder (in case you don't find it, check the recipe
here), to taste
Teriyaki sauce, 1/2 bottle
Hoisin sauce, 1/2 bottle

Rub the ribs with the chinese 5-spice powder. Put them in a shallow baking dish and pour over the top the two sauces. Let marinade overnight.
Preheat the oven at 300 F. Remove the ribs from the marinade (don't discard it) and put them on a baking sheet. Cover with foil and cook for 1 1/2 hour.
In the meantime, reduce the marinade's liquid on the stove, until it will thicken.
After 1 1/2 hour, remove the foil and brush the ribs with part of the reduced marinade. Finish to cook -without foil - for 30 minutes longer.
When they are done, they should be fork tender or even fall off the bone!


The second and third pictures were instead made on Wednesday August 15. I was there to help them with a special luncheon, but it was also Terry's birthday, the guy with the cake in his hand, of course, one of my friends at the shelter.
Terry’s story is very dramatic, but also exemplar, because he was a guest one time, now is one of the columns over there. But especially is a great and strong example to follow. In the picture, Terry is surrounded from the wonderful kitchen staff: Charles, Todd, Bronson, Ed, Bill, Tony.
I’d like to say more, because there is so much to tell about this experience that has given me so much more than what I gave back. And this is not a circumstantial phrase.

Nuvole su ... Downtown!


Non molti sapranno che il mio computer ha vita propria e il piu' delle volte e ' lui che decide quando e come io posso interagire coi comandi e farne buon uso!!!! Questo spiegherebbe la mia assenza forzata dal blog per quasi una settimana.
Eppure ne avrei di cose da dire: sono stati giorni diciamo ricchi di avvenimenti, e considerando la vita da "casalinga frustrata" che faccio, mi ci vuole veramente poco per sentirmi "appagata"!!!!
Una delle cose che mi aiuta a superare crisi di nostalgia, depressione, infelicita', ognuno la chiami come vuole, e' scrivere sul mio blog. Da' un senso alla mia giornata, lunga e solitaria.
Leggevo tempo fa su un website una sorta di critica ai blog, condiderati dall'autore come qualcosa di meramente autocelebrativo, che va di moda, ma in fondo senza sostanza (ha fatto comunque delle eccezioni).
Non sono d'accordo. Certamente il blog e' qualcosa di personale, anche se ha un tema specifico, e' sempre una visione in prima persona di eventi ed esperienze vissute dall'autore. Inoltre, essendo il blog una sorta di diario private, mi sembra normale che l’io dell’autore sia predominante. Per me, invece, e' un modo di comunicare che ben si adatta a quest'era di globalizzazione virtuale, che permette di crearsi un circolo di amici che va al di la' dell'ambito strettamente geografico di dove si vive.
Amici... lo so qualcuno potrebbe dire che gli amici son ben altro, sono quelli che ti stanno accanto, che ti supportano, che hanno anche il coraggio di criticarti. Quelli sul web sono solo "contatti". Cinicamente non lo so piu'. Ho scoperto che chi non ti conosce e' capace di darti di piu', forse perche' non ci perde niente, puo' scomparire dalla tua vita come e quando gli pare, senza spiegazioni. Eppure a volte un suo gesto o una frase puo' aprirti gli occhi, ridarti speranza, farti sentire di nuovo vivo. E magari quell'unico gesto, basta.

Clouds on ... Downtown!

Not everybody knows that my computer has its own life and most of the time, he decides when and how I can use it! That would explain why I’ve disappeared in the last few days!
And still, I would have so many things to say: it has been a week full of excitement and it’s easy to talk about excitement living the life of a depressed housewife.
That’s why writing on my blog help me going through the long and lonely day.
I was reading, a while ago, on a website, a critique to the many blogs on Internet: his opinion is that the blogs are just a new trend, which helps to auto-celebrate the writer of the blog and nothing else (few exceptions).
I disagree. For sure any blog is quite personal, and even when it has a specific topic, it still has the vision strictly distinctive of the writer, based on his experiences of life. And since a blog is a sort of private journal, it’s quite typical that his persona would emerge.
I consider a blog a very modern way of communicating, quite compatible with the virtual globalization; it will help you to create a circle of friends, which will break any geographical border.
Friends…. I know, somebody could always say that friends are more than a “contact” on your list of messenger. Maybe, maybe not! But often who doesn’t know you is capable to give you more, because doesn’t have any interests, doesn’t have anything to lose if they share with you a good word, an advice. They can be more honest than a “friend”. And sometime, their truth will help you to open your eyes for good and let you feel alive again. And maybe that only gesture is enough.

15 agosto 2007

Buon Ferragosto!!!!

A tutti quelli che oggi festeggiano poltrendo all'ombra di un pino o sdraiati sotto l'ombrellone...

Buon Ferragosto



Happy Ferragosto!

Ferragosto, or Assumption Day (August 15, the day the Virgin Mary was assumed into Heaven), is the most important summer holiday in Italy, a time that all Italians who can get out of the cities and head for either the coast or the hills. In this day, all the stores and offices are shutting down and everybody is on holiday.

14 agosto 2007

Magic tool in the kitchen!

Ehi si', ammettiamolo, un aiutino in cucina fa sempre piacere!!! Soprattutto quando si tratta di fare un lavoro certosino, come nel caso delle mini crostatine o simili.

Cosi' eccolo qua, il mio mitico mini tart shaper. Semplice da usare: si possono sia fare delle palline di pasta e poi premerle con l'apposito aggeggino; oppure - come ho fatto io - ho ritagliato dei cerchi leggermente piu' larghi del diametro dello stampo da mini muffin



e poi ho premuto, cercando di distribuirlo il piu' uniformemente possibile lungo i bordi.


E questo e' il risultato: delle mini key lime pie. La ricetta la trovate qua; l'unica differenza, come base ho usato la pasta frolla invece di quella fatta di biscotti e burro.



Let's say it: a little help in the kitchen is always welcome! Especially if the "job" requires a lot of patience! This is my magic tool: the mini tart shaper
It's very easy to use, as you can see from the pictures, and the result is fast and nice looking!
The mini tart in the last pictures are simply mini key lime pie. You can find the recipe here, but substitute the cookie base with a shortbread crust!


Buon Compleanno ...

...GRAZIELLA!!!

Si' oggi e' il compleanno di mia cugina Graziella e le voglio dedicare una torta virtuale qui, dalla mia finestra texana.
Questa e' tutta per te!


Today is my cousin Graziella's birthday... HAPPY BIRTHDAY! This cake is all yours!!!!

10 agosto 2007

Mediterranean Couscous Salad

Col caldo che fa nessuno ha voglia di mettersi ai fornelli, soprattutto quelli costretti a rimanere in citta' mentre gli altri se la" spassano" al mare o in montagna!!! Siccome io faccio parte di quei poverini rimasti a casa, mi coccolo con piatti freschi e sfiziosi, ma soprattutto veloci da fare.
Poi, se ci aggiungiamo che stavo in vena di sperimentare nuovi ingredienti... eccoci alla ricetta del giorno. Protagonista il couscous israeliano, detto anche couscous inperle, che ho visto spesso nei negozi o in tv, ma non ho mai comprato. Almeno fino ad oggi.
Cosi', partendo dal couscous e continuando a gironzolare nel supermercato, ho scelto gli altri ingredienti da abbinare per ottenere una insalata appetitosa. In realta', questo insalata non e' una novita' assoluta; ce ne saranno mille simili nel web, pero' mi e' piaciuta e ve la propongo cosi' com'e' nata.

Ingredienti per 10-15:

3 petti di pollo
450 gr couscous a perle o israeliano
225 gr olive greche nere, kalamata
85 gr capperi
1 mazzetto di basilico, spezzettato
1 mazzetto di cipolline verdi dallo stelo lungo
2 avocado, a dadini
1 pomodoro da insalata, tagliato a dadini
250 gr pomodorini ciliegia
140 gr rucola
225 gr funghi in scatola, ben scolati
olio di oliva e succo di limone
sale e pepe

Insaporite il pollo tagliato a cubetti con sale e pepe. Fatelo rosolare in padella con un goccio di olio finche' e' completamente cotto. Fatelo raffreddare.
Portate a bollore 500 ml di acqua; quando bolle, versatevi a pioggia il couscous e fate cuocere per 9 minuti. Scolate e fate raffreddare sotto il getto di acqua fredda.
Nel frattempo mettete in una insalatiera la rucola, le olive, i pomodorini, il pomodoro, i capperi, i funghi, le cipoline affettate (compreso lo stelo), il basilico, gli avocado; aggiungetevi il pollo freddo e il couscous. Aggiustate di sale e condite con olio e succo di limone a piacere. Fate incorporare tutti i sapori per una mezz'oretta e servite a temperatura ambiente.
Se eliminate il pollo, otterrete la versione vegetariana.


The hot weather is not our best friend in the kitchen, even with the AC. So, for many, the best solution will be eating out; or, with a little effort, it will be possible to make at home something fast and fresh, like this salad.
The main ingredient is Israeli couscous, enriched with tomatoes, olives, fresh herbs and even sautéed chicken (to get the protein we need).
The idea for this salad (even though you’ll find so many of similar recipes in the web or in books) came to my mind in the supermarket, where I put my eyes on the Israeli couscous. It’s one of those ingredients I saw so many times, but I’ve never tried it. So, during my tour in the supermarket I got the other ingredients I needed and here it is my simple, delicious salad.

Ingredients for 10-15 serving:

3 whole chicken breast, diced
2 cups Israeli couscous
8 oz Kalamata olives
3 oz capers
1 bunch fresh basil, chopped
1 bunch green onion, chopped
2 avocados, diced
1 salad tomato, diced
8 oz cherry tomatoes
5 oz arugula salad
8 oz canned mushroom
Olive oil and lemon juice, to taste
Salt and pepper as needed

Season the chicken with salt and pepper and sautee with some oil. Drain it and let it cool.
Brind 4 cups water to boil and when is boiling stir in the couscous and cook for 9 minutes. Drain well and cool down under cold water.
Place all the ingredients in In a large bowl, season with salt, drizzle with lemon juice and olive oil and mix well. Let rest at least 30 minute to get all the flavors combined. Serve at room temperature.
For a vegetarian option, just remove the chicken.

Israeli couscous

Il couscous israeliano, conosciuto anche come couscous in perle, è una versione del couscous a grani più grossi, che viene anche servito in modi diversi.
Si dice che il cuscus israeliano si sia diffuso per venire incontro alle esigenze delle ondate di Ebrei immigrati da diverse parti del Vicino Oriente dopo la proclamazione di indipendenza dello Stato di Israele nel 1948. A quell'epoca il grano era relativamente abbondante, mentre c'era scarsità di riso. Il couscous puntava a fornire un'alternativa al riso per quegli immigrati dai paesi arabi orientali e dalla Persia per i quali il riso costituiva il piatto base.


Israeli couscous, also knows as pearl couscous (the semolina pellets are about the size of peppercorns) is a different type of couscous and require a longer cooking time.
It looks like it was create to meet the needs of the Jewish people, immigrated from all around the Middle East, after Israele was proclames an Indipendet State, in 1948. At that time, the wheat was quite abundant, while the rice was in short supply. So this type of couscous could offer an alternative to the rice, to those immigrants were used to have rice as a main dish.

7 agosto 2007

Pizza si'... ma con un twist!

Ebbene si'... pizza alla griglia!
Vorrei che l'idea fosse stata mia, ma purtroppo l'ho vista in tv! E devo dire che mi ha colpito nella sua "stravaganza" . Eh si', perche' io fondo, anche se vivo in Texas, sono pur sempre una napoletana purosangue e per me la pizza e' sacra!
Quindi, dopo averla vista in tv o letta sui giornali (mi stava perseguitando ormai da un bel po'), mi son detta: "Perche' non provarla?" In fondo, se va male, peggio di carbonizzare la pizza non potro' fare! E poi, soprattutto considerando il caldo che fa, la griglia e' un'ottima alternativa.
Oh boy! What a surprise!
Innanzitutto l'odore. Mi sembrava di stare a Napoli, in una delle tante pizzerie locali: quell'odore di pasta un po' bruciacchiata che si cuoceva al contatto del fuoco, il basilico che rilasciava il suo profumo e la mozzarella che lentamente, sciogliendosi, emanava nuovi odori mischiandosi col pomodoro!
Il sapore... che bonta'! Avevo quasi dimenticato il vero gusto della pizza margherita!!!

Il procedimento poi e' divertente, oltre che facile, anzi e' piu' semplice che usare un forno a legna: si spennella la griglia con dell'olio di oliva, vi si appoggia la pasta da pane stesa non troppo sottilmente e la si fa cuocere da un lato. quando compaiono le bolle, si gira (aiutatevi con delle pinze da cucina) e...

... ci si mette il topping desiderato (pomodoro, mozzarella, parmigiano grattuggiato e basilico nel mio caso)...


... e si prosegue la cottura. L'ideale - cosi' come ha sperimentato mio marito Guido - e' spostare la pizza lontano dal fuoco, cosi'' da permettere al formaggio di sciogliersi, senza bruciare la base della pizza. Allo stesso tempo, si ha la parte a diretto contatto col fuoco libera per poter cuocere le altre pizze.

E, voila'!!! La pizza e' pronta!
Adesso che ci ho preso gusto, ho deciso che usero' questa "ricetta' per un pizza-party alla griglia: preparero' tante verdurine grigliate o fritte, diversi formaggi, tutto cio' che mi verra' in testa di usare come topping per la pizza e poi ognuno potra' prepararsi la pizza come vuole. Facile, veloce e divertente! E soprattutto... non mi tocchera' passare la serata ai fornelli!


Grilled pizza... can you believe it? For a long time I've seen it in tv and on newspapers, and it's was sort of weird. I'm from Naples, in Italy, and pizza is something sacred for me: thin dough, only mozzarella cheese, tomatoes and basil as a topping and cooked in a brick-oven. But grilled? No way... until yesterday!
I have to admit: it was so much fun, also for my husband Guido, the grill-master!
How was it? AMAZING!!!
Starting from the smell, I was brought back to Italy, in the streets of Naples: the smell of the dough cooking, almost burning, in a brick oven, the mozzarella cheese melting and the basil and the tomatoes all coming together as one aroma...
The taste... oh my God! So close to the one I'm almost forgot, the taste of a real pizza! I feel like Homar Simpson
right now, when he talks about doughnuts!!!
It's so easy to make, that's unbelieveble. Just grease the grill with oil; put on the flatten pizza dough and let cook on one side (use tongs to help you out). Turn it over, put the chosen topping and let finish to cook. The best way is to move the half-cooked pizza away from the burning point and put it on the side, so that the cheese melts without burning the dough. And, at the same time, you'll have more space for cooking extra pizza!
Now, the only thing left to do for me is a PIZZA PARTY ON THE GRILL, so that everybody can "build" and cook is own pizza. I'll get ready different toppings and then let party! It will be fun for sure and... no mess in the kitchen!!!

5 agosto 2007

Libri, libri, ancora libri....

  1. Chinese Dim Sum, by Lee Hwa Lin
  2. Japanese, by Lulu Grimes
  3. Entertaining, by William-Sonoma

Non ho resistito: li ho visti e li ho presi al volo (meno male alcuni stavano in offerta!!!!).

Entertaining e' un bellisimo libro con tante illustrazioni, che aiuta a pianificare party di ogni tipo, dando ricette e consigli su come organizzare feste e ricevimenti per ogni occasione, dal menu alla decorazione, ai preparativi salvatempo! La cosa che piu' mi piace e' la suddivisione dei party a seconda della stagione, dalla primavera all'inverno, cosi' da assicurare reperibilita' e freschezza dei prodotti.

Japanese
lo potrei definire un piccolo sussidiario della cucina giapponese. Non contiene molte ricette, ma offre una panoramica di ricette chiavi, dal sushi alle zuppe e include persino qualche dessert. Bellissime le foto.

Infine, il libro Chinese Dim Sum l'avevo puntato da tempo, mi serviva solo l'occasione, o forse dovrei dire la scusa per comprarlo. E la
cena asiatica e' stata perfetta! Quello che mi piace del libro sui Dim sum sono le foto (molto dettagliate) e il fatto che e' scritto anche in lingua originale, il che mi fa pensare che le ricette siano anch'esse originali! Vi mostro un esempio:




I couldn't resist: as soon I saw them, I had to buy them (thanks God, some were in sale!)!

Entertaining
is a beautiful book that will help you to plan party for any occasion in all the details! It's really a guide, seasonally organized, that shows everything you need to know to entertain at home with style. The fact that it's organized by season, it's a plus, because it will allow you to get the freshest ingredient.

Japanese
is a sort of abstract of the Japanese cuisine, but it still has a large selection of meat, fish, vegetables and even dessert dishes. Beautiful pictures included.

Chinese Dim Sum
is a book I was looking for a while now. And finally, with the excuse of the
Asian dinner, I've got it! I love this book because the recipes seem quite authentic and the pictures are gorgeus, really detailed. I'll give you few picture as an example.

Asian Dinner

Alcuni giorni fa sono stata coinvolta dal mio amico Charles nel catering di una cena. Avevo gia' avuto modo di lavorare per la padrona di casa, una simpatica signora 70enne tutta pepe (non le dareste mai l'eta' che ha) in un'altra occasione: ogni suo party ha un tema, che e' seguito nei minimi dettagli, dalla preparazione della tavola al menu', dai drinks all'abbigliamento. Questa volta il tema era asian.
Il tema mi ha intrigato molto, perche' trovo che il cibo asiatico sia molto visuale nella sua semplicita', soprattutto il cibo giapponese. Tuttavia, considerando che la signora in questione ha vissuto in Oriente per molti anni, abbiamo avuto non pochi problemi nel ricreare un menu' con delle ricette quanto piu' simili al gusto originale. Si sa, infatti, che quello che mangiamo nei ristoranti asiatici occidentali non ha niente a che vedere col vero cibo orientale!
Come se non bastasse, abbiamo dovuto costruire il menu in base ai piatti in cui la signora voleva servire il cibo, dal momento che lei voleva utilizzare il suo intero servizio di porcellana (e affini) originale giapponese (alcuni erano di elevato valore, come simpaticamente ha sottolineato piu' volte, minacciando di morte i camerieri nel caso ne avessero rotto qualcuno!)...
Comunque, alla fine siamo riusciti ad elaborare un menu che ha soddisfatto entrambi!



Questa la tavola cosi' come e' stata visualizzata dalla padrona di casa
This is the table as it has been visualized by the hostess of the house


Dettaglio: da notate il menu'!
Detail: look at the menu!

Hors d'oeuvres: cucumber sushi tuna roll


Hors d'oeuvres: shrimp yakitori with dipping sauce & colorful shrimp chips


Appetizer: Fresh Lobster Spring Roll


Soup: Green Curry Mussel & Scallop Soup


Salad: Cold Soba Noodle with dipping sauce (served on ice)

Entree':
  • beef tataki
  • salmon teriyaki
  • spider roll sushi
  • vegetable potsticker
  • vegetable steamed dumpling


Happy, but tired at the end of the evening!


Few days ago I’ve been involved by my friend Charles to help him with a catering. I have already had the occasion to work for the hostess of the party, a really nice 70ish lady, so vivacious you’ll never guess her age! She likes to have themed dinner party and she takes care of all the details: from the table to the drinks, to the menu of course.
This time it was an Asian dinner party. I immediately loved the theme: I think that Asian food has a lot of visual, even though is simple food, especially the Japanese one.
We had few problems, though, to design the menu, since the hostess has lived in Asia for quite a while. The goal was to reproduce recipes as much closer to the originals, but it wasn’t an easy task, considering that what we eat is usual far away from the original Oriental flavor (so our notion is deceived in some ways).
And, as if it wasn’t enough, the menu was supposed to be conceived for the fine china porcelain she imported from Asia (of great value, as the hostess more than once emphasized, “threatening of death” the waiter if they would have broken some!!!)
Thanks God, at the end we came up with a menu that satisfied both!

1 agosto 2007

Meme sulla cucina 2

Ho dimenticato la parte piu' importante della mia cucina, l'unica parte che mi piace: la pantry food, ovvero il mio supemercato privato!!! Ogni prodotto e' organizzato per settore, proprio come nei supermercati, cosi' so dove trovare le cose.

I forgot to tell you about my favorite part of the kitchen, the noly one I like: my pantry food, aka my private grocery store! Everything is organized like a little aisle in a supermarket: by type of items, so I will always know where to look for something!



Foto della dispesa vista per intero:


The whole pantry:





Ripieni superiori, in quasi dettaglio!

The top shelves:


La parte inferiore con tutte le mie farine!


The bottom shelves, dedicated to different types of flours!

E naturalmente il "portaspezie " da muro: che comodita'!

And, of course, the hanging shelf for all my spices: that's so cool!!!

Key Lime

L'albero di key lime e' originario della Malesia, ma e' stato portato dagli Spagnoli in Florida Keys intorno al 1500. I key lime sembrano limoni venuti male, sono piu' piccoli addirittura delle palline da golf con la buccia prevalentemente verde, con qualche macchiettatura marrone a volte. sono conosciuti anche col nome di Lime messicani o Lime delle Indie occidentali.
Quando un uragano, nel 1926, distrusse le piantagioni di lime nella Folrida del Sud, i coltivatori sostituirono le piante originali con i lime persinai, piu' facili da raccogliere e trasportare.
Oggi il key lime e' "quasi raro" da trovare; la sua coltivazione e' limitata alla zona della Florida keys, per supportare solo il mercato locale o al massimo si trova qualche pianta nelle case dei privati.




The key lime tree, which is native to Malaysia, probably first arrived in the Florida Keys in the 1500s with the Spanish. Key limes look like confused lemons, as they are smaller than a golf ball with yellow-green skin that is sometimes splotched with brown. They are also know as Mexican or West Indian limes.
When a hurricane in 1926 wiped out the key lime plantations in South Florida, growers replanted with Persian limes, which are easier to pick and to transport. Today the key lime is almost a phantom and any remaining trees are only found in back yards and their fruit never leave the Florida Keys.

Key lime pie

Il key lime pie e’ uno dei dolci piu’ amati dagli Americani ed e’ tipico della Florida, piu’ precisamente della citta’ di Key West, dove ancora crescono i key lime (anche se sono prodotti solo per il market locale).
Anche se ogni ristorante sembra avere la propria versione, la ricetta originale prevede il succo dei key lime, latte condensato dolce e tuorli. Mentre la scelta del succo dei lime sembra naturale (visto chesi tratta di un prodotto del luogo), l’uso del latte condensate fu dovuto alla mancanza di latte fresco, ghiaccio o sistema di raffreddamento in generale (almeno fino al 1930 quando l’apertura della Overseas Highway permise l’arrivo di camion con prodotti freschi) al tempo in cui la ricetta fu inventata, intorno al 1850.
Infatti, il latte condensate fu inventato nel 1856 da Gail Borden e si capi’ subito che sarebbe stato perfetto da utilizzare perche’ l’acidita’ del succo del lime lo avrebbe cotto, conferito inoltre una consistenza delicata e vellutata alla crema.



Ingredienti per 1 pie da 23 cm
Base:
150 gr biscotti secchi *(si puo fare il disco di pasta frolla volendo)
5 cucchiai di burro sciolto
75 gr zucchero
Ripieno:
3 tuorli
1 scatoletta di latte condensato zuccherato
150 ml succo di key lime
la scorza di 2 lime
Accendete il forno a 170C. Tritate finemente i biscotti con lo zucchero e aggiungetevi il burro sciolto. Pressateli in una teglia rotonda ed infornate per 10 minuti. Fate raffreddare.
Nel frattempo, sbattere i tuorli con la scorza finche' il composto diventera' piu' chiaro e voluminoso. Aggiungete pian piano il latte condensato e continuate a sbatter per altri 3-4 minuti. Dopo aver ridotto la velocita' dello sbattitore al minimo, aggiungete sempre gradualmente il succo di lime, mescolando giusto il tempo necessario per far amalgamare il tutto. Mettere la crema nella crosta fredda e infornare per 10 minuti. Togliere dal forno, far raffreddare e conservare in frigo. Mettere in freezer per 15-20 minuti prima di servire.


The key lime pie is one of America's best-loved regional dishes. More precisely it is considered the official pie of the Florida, especially the city of Key West (where still are produced the key limes, even though just for the local market).
Even though every restaurant seem to have its own version of the recipe, the main ingredients for it are key limes, sweetened condensed milk and yolks. While the choice of key limes makes sense, since they are a local product, the use of condensed milk was due to the lackness of fresh milk, refrigeration system or ice in the Keys (to get those, they had to wait until the 1930, when the opening of the Overseas Highway allowed the arrival of tank trucks) at the time the recipe came up, around the 1850's.
The condensed milk was in fact invented in 1856 by Gail Borden and it was used they were quick to realize the new dish would cook itself because of the acidic content of lime juice and it will give a smooth and creamy texture to the filling.

Graham Cracker Crust:
1 cup plus 2 1/2 tablespoons graham cracker crumbs
5 tablespoons melted unsalted butter
1/3 cup sugar

Filling:
3 egg yolks
2 limes, zest grated (about 1 1/2 teaspoons)
1 (14-ounce) can sweetened condensed milk
2/3 cup freshly squeezed lime juice (otherwise use regular limes)

Topping:
1 cup heavy or whipping cream, chilled
3 tablespoons of confectioners' sugar

For the graham cracker crust: Preheat the oven to 350 degrees F. Butter a 9-inch pie pan. Break up the graham crackers: place in a food processor and process to crumbs. (If you don't have a food processor, place the crackers in a large plastic bag: seal and then crush the crackers with a rolling pin.) Add the melted butter and sugar and pulse or stir until combined. Press the mixture into the bottom and sides of the pan, forming a neat border around the edge. Bake the crust until set and golden, 8 minutes. Set aside on a wire rack. Leave the oven on.

For the filling: Meanwhile, in a electric mixer with the wire whisk attachment, beat the egg yolks and lime zest at a high speed until very fluffy, abut 5 minutes. Gradually add the condensed milk and continue to beat until thick, 3 or 4 minutes longer. Lower the mixer speed and slowly add the lime juice, mixing just until combined, no longer. Pour mixture into the pie crust. Bake for 10 minutes, or until the filling has set. Cool on a wire rack, then refrigerate. Freeze for 15 to 20 minutes before serving.

For the topping: Whip the cream and the confectioners' sugar until nearly stiff. Cut the pie in wedges and serve very cold, topping each wedge with a large dollop of whipped cream.


Yield: 1 (9-inch) pie

Recipe courtesy Joe's Stone Crab, FL


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