28 novembre 2007

Pensando a Natale...

Ecco come mi sento in questi giorni... Ho un party per 60 persone a casa mia venerdi' (30 nov) e sto incominciando ad avvertirne la pressione!!!!
Il menu' l'ho finalizzato solo ieri; oggi mi accingo a fare shopping e forse incomincero' a preparare qualcosa!!!!
Non sto cucinando molto ultimamente perche' sto praticamente svuotando frigo e freezer e facendo quanto piu' spazio posso in cucina. Pero' sono riuscita a fare una ricetta, trovata ancora una volta sul forum Amici in cucina, che si prepara in 10 minuti, ma il cui effetto finale fa pensare che abbiate speso ore ed ore per farla!!!!
Inoltre, e' un ottimo antipasto da presentare per una cena di Natale o Capodanno, perche' si puo' preparare in anticipo without any fuss (come direbbero qua).
La ricetta l'ha proposta LAMAX61, ed e' una sua personale rielaborazione di un piatto dello chef Natale Bacchetta, chef patron della Taverna del Pittore di Arona, poi dell'Atrium di Borgomanero e poi iniziatore di Villa Crespi.
Io l'ho copiata pari pari, modificando solo la salsina di accompagnamento.


Gardenia di salmone

Ingredienti:

- una confezione di salmone affumicato (anche se sarebbe meglio farselo in casa per poterlo affettare ancora piu' sottile di quello che vendono)
- un cespo di indivia belga.

Questo il risultato:



Per il procedimento:

Dopo aver pareggiato i bordi del cespo di indivia, smontatelo foglia dopo foglia fino a raggiungere il nucleo centrale. A questo punto, partendo dalle foglie piu' interne, ricomponetelo fasciando le foglie pero' con fettine di salmone. Avvolgere il cespo ricomposto in pellicola trasparente, fasciandolo ben stretto, e metterlo in frigo epr almeno due ore. Al momento di servire, tagliare il cespo a meta' (mentre e' ancora avvolto nella pellicola) e farlo scivolare nel piatto. Questo passaggio fara' si' che il cespo assuma la forma di una gardenia.

Io l'ho accompagnato con una salsina di panna acida mescolata ad un paio di cucchiai di aceto balsamico bianco profumato ai fichi e una spolverata di pepe e sale.

21 novembre 2007

Flan de queso... variazioni sul tema

Tempo fa vidi sul mitico forum di Amici la ricetta del flan de queso portoricano proposto da Cilantro. Siccome avevo assaggiato lo stesso dolce in un ristorante sudamericano ho subito pensato di rifarlo, perche' mi era veramente piaciuto.
Diversamente dal creme caramel, di cui si segue la stessa preparazione, contiene del formaggio cremoso, che conferisce maggior corpo e cremosita' al budino.
Nello stesso topic del forum c'era anche la versione di chef Typone, che non richiede formaggio, ma solo l'uso del latte dolce coondensato.
Entrambe le ricette sono di estrema semplicita' da preparare e veramente gustosissime. La differenza tra le due sta nel sapore: la ricetta di Cilantro e' piu' delicata nel gusto e piu' corposa; la ricetta di Chef Typone - come dice lui stesso - ricorda il dulce de leche, ovvero la crema di latte che crea dipendenza (per chi volesse farselo in casa, provate la ricetta di Carmen!).
Ve le metto entrambe, cosi', nel caso decidiate di provarle, mi fate sapere quale vi e' piaciuta di piu'.
Pero', sia perche' non potevo non metterci un tocco personale, sia perche' domani e' il Thanksgiving (non vi sarete mica aspettati un banalissimo pumpkin pie?!? I'm still working on that...), ecco anche la mia versione: flan de queso alla zucca e sciroppo d'acero.
Sono partita dalla ricetta base di chef Typone, senza formaggio, perche' non volevo appensatire troppo la consistenza del budino e aggiunto solo un paio di ingredienti.
Vi metto di seguito le tre ricette, poi mi direte!

Ricetta di Cilantro

4 uova
420 gr. di latte condensato
360 gr. di latte evaporato
120 gr. di philadelphia
1 cucchiaino di aroma di vaniglia
1 pizzico di sale
190 gr. di zucchero
60 ml di acqua

Con lo zucchero e l'acqua preparate un caramello che verserete in uno stampo da budino e fate intiepidire. Mescolate le uova con la vaniglia. Battete a crema il formaggio philadelphia a temperatura ambiente. Aggiungete i due tipi di latte, le uova e il sale. Versare nella pirofila contenente il caramello e mettere a cuocere a bagno maria in forno a 160 gr. per 35/40 minuti. Fate raffreddare prima a temperatura ambiente e poi in frigo diverse ore prima di consumarlo.


Nota: l'ho fatto in stampini individuali e l'ho cotto a bagnomaria sul fornello, invece del forno.


Ricetta di chef Typone

Mettere nel mixer 1 lattina di latte condensato (390 gr.), la stessa misura di latte e tre uova, sbattere tutto per un momento e intanto caramelizzare una budiniera da flan. Riempirla con la crema e metterla a bagno maria, in forno, a 180 gradi per circa un ora. Farla il giorno prima di mangiarla, perché é cosí buona ben fredda che sembra fatta con dulce de leche.

Nota: per questa ricetta ho usato uno stampo da budino (sardo per la precisione!!)


La mia versione:

1 lattina di latte condensato zuccherato
stessa quantita' di latte
1 cucchiaino di cannella
2 cucchiai di sciroppo d'acero
50 gr di polpa di zucca cotta
3 uova

Mescolare i due tipi di latte, aggiungervi le uova sbattute e il resto degli ingredienti; mescolare bene e filtrare attraverso un setaccio dalle maglie fini.
Far caramellare dello zucchero e rivestire uno stampo da budino. Cuocere a bagnomaria in forno caldo epr circa un'ora (oppure, soprattutto se usate stampini individuali, verificate la cottura infilando una lama di coltello nel flan: dovra' uscire pulita)



Con questo vi auguro

Happy Thanksgiving

- anche se in Italia non si celebra (eppure ringraziare non fa mai male!!!) -
e ci sentiremo dopo che avro' smaltito gli effetti "triptofanici" del tacchino!!!

18 novembre 2007

Pizza... finalmente!!!!!

Finora ho sempre preparato l'impasto per pizza cosi' come l'ho sempre visto fare da mia madre o dalle mie zie, cioe' mescolando "ad occhio" i vari ingredienti": la farina (presa dal panettiere), acqua tiepida, sale, olio e lievito. Il risultato mi e' sempre piaciuto, anche perche' a casa dei miei in Italia la pizza la si cuoce rigorosamente nel forno a legna!!!
Non avendolo qui, ho abbandonato per parecchio tempo l'idea di farmi la pizza in casa, perche' non ero mai soddisfatta del risultato: non era mai buona come quella a cui ero abituata. Poi quest'estate ho sperimentato la famosa pizza alla griglia che mi ha riportato indietro nel tempo...

Poi pochi giorni fa... la scoperta: la pizza di Bollicina, una delle amiche del forum Amici in cucina.

L'impasto, in cui io per la prima volta ho dosato gli ingredienti, e' morbidissimo e assomiglia molto nel sapore a quello delle pizzerie di Napoli. Ne sono rimasta cosi' entusiasta che, mentre mi mangiavo la mia margherita, non facevo altro che ripetere quanto fosse buona (e non perche' l'avessi fatta io, ma proprio per la ricetta dell'impasto)!
Ora, ci saranno un'infinita' di ricette per fare la pizza sul website, libri, riviste, forum. Ognuno ritiene che la propria ricetta sia migliore delle altre. Il mio punto? Io ho trovato la mia!
Ah dimenticavo: avendo ospiti americani, ho fatto sia la margherita, sia la pizza col pepperoni (ovvero salame piccante) e olive, secondo la tradizione americana. Nella foto - l'unica che sono riuscita a fare della pizza cotta (dal momento che mio marito ha tagliato la pizza in quarti senza darmi neppure il tempo di scattare le foto!!)
Comunque, questa la ricetta (tratta da qui); ve la riporto cosi' come e' stata scritta. Io l'ho seguita alla lettera, cuocendo la pizza nel forno elettrico:

Versa in un contenitore o nell'impastatrice 50 cl di acqua (circa 550 gr) tiepida e scioglici dentro 16 gr di lievito di birra e versaci un paio di cucchiaiate di farina. Accendi l'impastatrice alla velocità più bassa o se impasti a mano inizia a girare con la mano in senso circolare.
Versa i primi 700 gr circa di farina non tutti in una volta ma a pioggia, versandola con le mani o con un setaccio (la farina utilizzata non va setacciata precedentemente) facendo in modo che sia assorbita quella precedente prima di versarne altra. Una volta terminata questa operazione ti conviene proseguire comunque a mano(a meno che non hai una impastartrice a braccia tuffanti).
Infarinati le mani e deposita l'impasto su un piano anch'esso ben infarinato e versaci 25 gr di sale marino e impasta bene per amalgamarlo. Inizia poi a chiudere l'impasto dando delle pieghe in tutte le direzioni e aiutandoti con abbondanti spolverate di farina e sciacciando bene con i pugni prima di ricominciare . Attenta a non stracciare la pasta e a non farla diventare troppo elastica o tenace. Quando hai messo tutti i restanti 100 gr di farina, l'impasto è pronto quando si allunga abbastanza senza stracciarsi subito ma senza nemmeno essere troppo resistente. Anzi a due ore di lievitazione è meglio che rimanga sufficientemente morbido altrimenti non ha tempo di snervarsi un po' per facilitare la stesura ed evitare la gommosità del risultato.
In tutto, tra versamento e lavorazione manuale, non superare i 40 minuti a mano e i 20-25 minuti con l'impastatrice. Metti la pallozza ottenuta in un contenitore infarinato e ben chiuso e tieni ben al caldo,almeno 25° e non più di 30°.
Dopo 50-60 min prendi l'impasto e riportalo sul piano ben infarinato (sempre anche le mani perchè l'impasto è al limite dell'appiccicaticcio) e ricava 5-6 "panielli" (a seconda di come li vuoi grandi) e chiudili verso il basso portando i lembi al centro e chiudendo bene sotto. Metti a lievitare in un contenitore di plastica o di legno ben infarinato e chiuso, sempre in luogo ben caldo. Se tutto è andato bene e il lievito è ben attivo dopo 1 ora, massimo 1 ora e mezza ti ritroverai un paniello ben lievitato e sufficientemente rilassato che passerai leggermente nella farina ai 2 lati(meglio che usi a tal scopo farina di forza) fino a farlo asciugare e togliendo (anche soffiandoci sopra) l'eventuale eccesso e stenderai partendo con le mani dal centro verso i bordi delineando leggermente il cornicione e dando qualche colpetto con la mano.

Forno a legna: Inforna a temperatura del forno ben elevata (se possibile 400° e oltre) quando il cielo è diventato bianco e possibilmente tenendo un po' di fiamma viva dietro o di lato. Se tutto va bene e la temperatura è giusta in 70-90 secondi dovresti sfornare una buona pizza particolarmente morbida.

Forno elettrico su refrattaria: non andare oltre i 3 minuti, vedrai che se cuoce in meno tempo risulterà più morbida. Cerca di far lievitare molto bene il panetto prima di utilizzarlo e fai lavorare bene i fornari, digli che il suolo di refrattaria deve arrivare almeno a 250°.

15 novembre 2007

Chicken Pot Pie

Oggi vado un po' di fretta, ma siccome anche qui ha iniziato a far freddo (ieri eravamo a 28 gradi, oggi a 13!!!!) mi sono ricordata di questa ricetta che faccio spesso d'inverno. Anche questa fa parte della sana tradizione americana, del piu' volte da me citato comfort food !
Il chicken pot pie e' un involucro di pasta brisee' che racchiude un brodo di pollo ricco di verdure e carne. volendo si puo' fare la versione solo vegetale o con carne (beef pot pie).
Generalmente il chicken pot pie che si trova gia' pronto nei supermercati - che ho assaggiato agli inizi per pura curiosita' - o quello mangiato al ristorante, hanno sempre quel retrogusto di grasso di pollo, che a me non piace. Per sbaglio, ho trovato e provato questa ricetta, semplice da fare e gustosa e soprattutto, senza quell'odore e sapore fastidioso. Il segreto? Un po' di panna o latte, che "pulisce" il brodo.
La ricetta per la pasta brisee' me l'ha consigliata la mia amica Dora e devo dire che e' veramente ottima. vi consiglio vivamente di provarla. so che va molto di moda la versione di Christophe Felder, ma vi invito a provare anche questa!!!!


MASTER 3-2-1 FLAKY PIE DOUGH
( dal libro "The Secret of baking" di Sherry Yard)

226 gr di burro freddo non salato
2 e 1/2 tazze di farina
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di sale.
1/2 tazza acqua ghiacciata.
1/2 cuchciaino di aceto bianco o di champagne.

Tagliare il burro a pezzetti e metterlo nel freezer per 15 minuti. Setacciare farina e zucchero in una terrina, areare il composto e poi aggiungere il burro parzialmente congelato ed il sale. Azionare il mixer per 2 minuti a bassa velocita',f inche' il burro non si e' ridotto alla grandezza di piccoli piselli. Fermare la macchina e con le mani appiattire eventuali grossi pezzetti di burro. Mescolare insieme l'acqua e l'aceto, aggiungerli all'impasto e mixare ancora per 15 secondi. Prelevare l'impasto e avvolgerlo nella pellicola trasparente. Raffreddarlo in frigo per un'ora e poi usarlo (oppure lo si puo 'congelare per 3 settimane, magari gia'. preformato in dischi, come suggerisce l'autrice delal ricetta, la Yard)

Ripieno:

500 gr di petto di pollo, tagliato a pezzetti
4 carote, taglate a rondelle
sedano a piacere, a dadini
250 gr funghi affettati
1 porro, lavato e affettato a rondelle
500 gr di piselli congelati
250 ml panna fresca
60 gr farina
500 ml acqua
olio di oliva
sale e pepe


1 uovo diluito con un po' di acqua per finire


Rosolare il pollo in un po' di olio di oliva. Aggiungere porro, carote e sedano e far cuocere per 5 minuti. coprire con l'acqua, salare, pepare e far cuocere per una mezz'oretta. Quando il brodo e' pronto, saltare i funghi in padella per pochi minuti, aggiungere la farina (come se dovesse fare una bechiamella), fate tostare leggermente e poi diluite gradualmente col brodo (insieme alle verdure) e fate addensare leggermente. Togliete dal fuoco, aggiungete i piselli congelati e la panna e fate intiepidire.
Preriscaldate il forno a 220C.
Nel frattempo, imburrate degli stampini monoporzione e foderateli con la pasta brisee' stesa abbastanza sottile. Versatevi il preparato di pollo, fin quasi a raggiungere il bordo e coprite con un altro disco di pasta brisee'. Fate dei tagli sulla superfice, cosi' da permettere al vapore di fuoriuscire e spennellate con l'uovo (io ci ho anche distribuito un po' di parmigiano grattuggiato!)
Infornate per 20-30 minuti, fino a quando la superficie sara' ben dorata.

14 novembre 2007

Biscottini per cow boys !!!

Eccomi dopo un po' di assenza!!!
Ultimamente sono presa da mille cose, pur continuando a sperimentare da folle in cucina. Ma ho visto con piacere che molti di voi avete risposto alla mia domanda sul metodo di approccio che ognuno ha nel preparare un piatto.

La parola "pasticciare" (o in un termine un po' piu' trendy "fusion") e' uscita fuori spesso, ma fortunatamente pare che sia un pasticcio buono quello che ne esce! Fondamentalmente le ricette di libri, internet o tv vengono prese come spunto o imitazione, per il resto "viva la creativita'" (qualcuno a caso, gli Scribacchini per es., parlerebbero di "organizzare un tradimento" ai danni delle ricette altrui) e soprattutto di grande aiuto il frigorifero. Del resto, coi tempi che corrono, non si butta via niente e ben venga quello che abbiamo gia' in casa, piuttosto che spendere una cifra pur di replicare una ricetta alla lettera! Non dimentichiamoci che non tutti amano determinate spezie o sapori o ingredienti, quindi molte modifiche sono in parte giustificate anche da gusti personali.
L'uso di cavie e' dunque giustificato: mica possiamo mangiare tutti i nostri esperimenti! Riusciremmo del resto ad essere imparziali? Chissa'... ma di fronte ad una faccia non proprio felice, si capira' che quella ricetta non e' stata un vero successo, anche se l'amico gentilmente cerchera' di trovare un aggettivo carino per descrivere cioe' che sta tentato di deglutire a fatica!!!!
Interessante l'abitudine di scrivere un commento vicino ad una ricetta sperimentata, cosi' da ricordarsi di starne alla larga o meno la prossima volta! Oppure di segnarsi a parte le ricette collaudate, in modo da poterle riprodurle ogni qualvolta servano. Un altro consiglio utile, quello di pulire subito, man mano che si prosegue nella preparazione, dopo aver sporcato in cucina.
Allora cosa determina il successo di una ricetta? Concordo con Marinella nel dire "Il trucco credo sia quello di riuscire a visualizzare il risultato finale."
Non c'e' bisogno dunque di sentirsi in colpa se proprio non riusciamo a riprodurre pari pari la ricetta di un nostro amico blogger o di quel famoso chef o di una rivista. Troppi fattori intervengono, in primis la creativita'!!!
Ora, vi chiederete, tutto questo da dove e' nato?
Dall'esigenza di creare qualcosa che potesse colpire ... una folla!!!
Si' perche' sabato scorso ho avuto la "brillante" idea di partecipare ad un chili cook-off (di cui vi diro' nel prossimo post) ed, insieme al chili – piatto incontestato della serata – avrei dovuto presentare un side dish.
Io ho pensato di portare dei biscotti, sia perche' piu' facili da trasportare, sia perche' se pure li avessi preparati con giorni di anticipo si sarebbero mantenuti bene. Dovendo decidere un tema per il team, ho deciso di puntare sui cowboy, soprattutto dopo aver scovato nel mio cassetto delle formine dei biscotti, un tagliabiscotti a forma di stivale ed uno a forma di cappello da cowboy, che avevo acquistato chissa' quando!!!
Sono partita da ricette trovate nel mio archivio, ho apportato lievissime modifiche (erano ricette di cui gia' conoscevo la validita', avendole fatte precedentemente... eh si' in questo caso non potevo rischiare essendoci una competizione di mezzo, gia' ho dovuto inventarmi un chili di sana pianta!!!) e poi il resto e' venuto da se'. Non ho usato una semplice pasta frolla, perche' sapevo che questi impasto mi avreebbero dato una colorazione simile al colore del pelle per gli stivali e alal stoffa del cappello; inoltre gli ingredienti sono tipici autunnali. Ecco il risultato:




Ed ecco le ricette:

Stivali alla cannella e nocciole:

50 g di nocciole tostate e macinate
200 g di burro
300 g di farina
150 g di zucchero 1 cucchiaio cannella
2 uova
pizzico di lievito per dolci e pizzico di bicarbonato di soda

Lavorate il burro con la farina, poi aggiungete lo zucchero, la cannella e le nocciole tritate. Unite i tuorli delle uova e mescolate finchè la preparazione non risulterà omogenea; l'impasto vaw messo in frigo per un paio di ore.

Spianate l'impasto su di una superfice infarinata ad uno spessore di circa mezzo cm, tagliate i biscotti nella forma preferita e metteteli nella placca da forno ben unta ad una certa distanza l'uno dall'altro. Cuocete in forno a 220° per 15 minuti finchè non saranno dorati.
Per decorarli ho usato pasta di marzapane e glassa di zucchero.



Spicy gingerbread hats


113 gr burro morbido
1 tazza di zucchero melassato (brow sugar)
1 uova
½ tazza di melassa
3 tazze di farina setacciata
½ cucchiaino di bicarbonate di soda
¼ cucchiaino di lievito per dolci
2 cucchiaini di polvere di zenzero
2 cucchiani di cannella in polvere
¾ cucchiaino di chidi di garofano macinati
½ cucchiaini di pepe nero macinato fresco
¾ cucchiaino di sale
1 cucchiaio di estratto di arancia

Sbattete lo zucchero col burro. Aggiungetevi le uova e la melassa. Mescolate a parte farina, spezie, sale, soda e lievito e aggiugnetelo lentamente al compost di uova e burro. Mescolate bene. Il composto sara' piuttosto soffice. Raccoglietelo, incartatelo con pellicola e mettetelo in frigo per alcune ore.
Preriscaldate il forno a 170 C. Stendete la pasta tra due fogli di carta oleata o aiutandovi con pochissima farina (il metodo che vi risultera' piu' facile), tagliatelo nelle formine scelte ed infornate per 8-10 minuti (non devono diventare troppo scuri). Fateli raffreddare e poi decorate.

Nota: questa e' la ricetta classica di Martha Stewart per fare i biscotti che vanno appesi all'albero di Natale. In questo caso, volendo, fate un buco piuttosto grande (perche' cuocendo si restringera') su un lato dei biscotti., per poterci mettere il nastro dopo cotti.
Nel mio caso, ho preferito fare un buco al centro, per evidenziare la forma del cappello, e per dargli un tocco di colore ho aggiunto dei pezzi di caramelle colorate al centro, che sciogliendosi hanno creato un effetto colorato. Poi con la glassa d izucchero ho rifinito i bordi.

9 novembre 2007

Lavori in corso

Da cosa nascono le vostre ricette? E come? Io, a meno che non apro il frigo e quello che trovo cucino (a volte creando capolavori, altri pasticci), spesso uso come base una ricetta sicura e ci lavoro intorno oppure disegno letteralmente il piatto che voglio cucinare, cosi' da avere un'idea piu' chiara. Non sempre quello che si pensa, si trasforma in un successo culinario!!!!

Questo e' un esempio: sto lavorando a dei nuovi biscotti, partendo da una ricetta che ho gia' modificato altre volte. Puntualmente mi stampo la ricetta e penna in una mano, , cucchiaio nell'altra, bilancia d fronte, ciotole dappertutto e mixer pronto all'azione ... inizio a pasticciare!

Cosa ne uscira'?Lo sapremo alla prossima puntata!!!!

E voi? siete anche voi pasticcioni come me? Non vuole essere un meme, ma se vi fa piacere rispondere, lasciate un commento!!!

Costatine di agnello alla mostarda



Non avrei mai immaginato che l'agnello mi sarebbe piaciuto cosi' tanto. Sara' stato merito dell'occasione speciale in cui l'ho degustato (e divorato) la prima volta o della bravura dello chef che l'ha preparato, fatto sta che ieri mi sono azzardata a cucinarlo per la prima volta.
La mia ignoranza sulla preparazione dell'agnello, nasce dal fatto che questa carne non e' mai stata presente sulla tavola della mia famiglia ( e parlo dell'intera banda di 50 familiari, tra cugini, zii e company!!!), tutti buongustai e ... tradizionalisti. Ognuno si cresceva il proprio maialetto, le galline (per le uova) e i polli, i conigli, i tacchini; la carne di manzo o vitello la si procurava dall'amico contadino, quindi diciamo la "necessita'" di mangiare l'agnello non si poneva. Anzi, ora che mi ricordo, l'unico zio che apprezza ancor oggi capretto o agnello (soprattutto a Pasqua) e' originario della Puglia, e per lui l'agnello e' una carne piuttosto comune da mangiare.
Comunque, ritornando al punto... ieri, girovagando tra gli scaffali al supermercato, il mio occhio e' volato su queste costatine di agnello e memore dell'esperienza sublime di cui ho accennnato sopra, le ho comprate. Per la ricetta mi sono ricordata di una preparazione che ho visto in Tv di recente" sembrava semplice ma gustosa. E cosi' andando ad occhio con gli ingredienti, sono riuscita a cucinare finalmente l'agnello e sono rimasta veramente entusiasta, sia per la riuscita (pensavo di bruciarlo o di nno cuocerlo affatto!), sia perche' e' un piatto che nella sua semplicita' si presta benissimo per una cena o pranzo formale (ovviamente a patto che gli ospiti gradiscano questo tipo di carne... conditio sine qua non!!!).


Ingredienti per 2

500 gr costatine di agnello in un pezzo (sono 4 costatine in tutto)
2 cucchiai abbondanti di mostarda di Djon
1 cucchiaio di aglio tritato
2 rametti di rosmarino tritati
sale q.b.

Preriscaldate il forno a 225 C.
Mescolate la mostarda con l'aglio e il rosmarino (se volete un aspetto meno grezzo frullate gli ingredienti insieme).
Salate le costatine da entrambi i lati e spalmatele completamente con la mostarda.
Mettete le costatine in una padella che possa andare in forno con la parte delle ossa rivolta verso il basso.
Infornate e cuocete per 40 minuti (medium rare); togliete dal forno, coprite con un foglio di alluminio e fate riposare 10-15 minuti prima di affettare la carne (in questo modo i succhi della carne si ridistribuiranno equamente all'interno delle costatine; se le tagliasse subito, andrebbero invece persi).
Le ho servite con 1 cavolfiore viola, sbollentato per 1 minuto e poi passato in padella con olio, 1 cucchiano di pasta di acciughe, 1 cucchiaino di aglio tritato e una manciata di olive nere kalamata tagliate a rondelle. Fate cuocere, lasciandolo leggermente al dente.

5 novembre 2007

Caffeinefor2... the revenge!!!!

Dear International Friends,
from today the English version of Caffeine for two will have its own space and it's been created just for you.
Chek it out at this address in its new dress!
I know, it is still in progress tough, so I hope you'll forgive the mess!!!
Hopefully, you will enjoy it!

3 novembre 2007

Trout meuniere amandine on cedar plank

Ieri sera mio marito e' rientrato da una partita di pesca, riportando con se' dei bellissimi filetti di pesce fresco. Siccome sono una fanatica del bbq – e lo si sara' ormai capito !!! – ho pensato di cucinarli alla griglia, ma mi andava di sperimentare, allo stesso tempo, qualcosa di nuovo. E siccome tra i vari filetti di pesce, c'erano anche quelli di trota, ho pensato di preparare la Trota meuniere amandine, uno dei piatti chiave della cucina creola, grazie all'abbondanza di pesce dal vicino Golfo del Messico.




Uno dei pescatori con la preda: redfish



In realta', il metodo meuniere e' un classico della cucina francese, riadattato nella colonizzata Louisiana, la quale prima ha sostituito la trota al posto della sogliola (sole meuniere) e poi vi ha aggiunto delle mandorle o talvolta anche pecan.
Il metodo meuniere (termine che letteralmente "moglie del mugnaio") consiste principalmente nell'infarinare il filetto di pesce e poi cuocerlo in abbondante burro, limone e prezzemolo.
Nella mia versione ho lasciato inalterati gli ingredienti principali, ma ho adottato un metodo di cottura piu' particolare: la cottura alla griglia su una tavoletta di legno di cedro.
La cottura su tavolette di legno aromatiche (cedro, melo, ciliegio, acero, quercia i piu' comuni) permette di aromatizzare e "affumicare" delicatamente qualsiasi tipo di cibo, ma e' particolarmente adatto per i filetti di pesce. Infatti, il sapore delicato del pesce non viene assolutamente coperto dall'odore del legno bruciato, che invece rilascia un tenue e piacevole aroma.


Per questa ricetta, non ho una lista di ingredienti precisi, perche', come faccio la maggior parte delle volte, afferro quello che c'e' in frigo o in dispensa e cucino; pero' in questo caso, veramente e' questione di regolarsi a gusto personale per la quantita' degli ingredienti da usare.

Procedimento
per 2 persone: piatto unico;per 4: come seconda portata)

Immergere per almeno 1 ora, due tavolette di legno di cedro in acqua (da fare in anticipo)
Nel frattempo, mentre il marito si prende cura del bbq, sciacquare i 4 filetti di trota e asciugarli con carta assorbente. Insaporire i filetti con succo di limone, sale, pepe e spennellarli con burro fuso.
In un padellino far sciogliere 2-3 cucchiai di burro e farvi tostare una manciata di mandorle.
Quando il marito urla che il fuoco e' pronto; disponete 2 filetti su ogni tavoletta, distribuitevi un po' di prezzemolo tritato e coprite con le mandorle e il burro sciolto. Cuocete 15 minuti, mettendo le tavolette non a contatto diretto con la fiamma e coprendo il bbq con il coperchio, cosi' da creare una cappa di calore.
Per chi non avesse il bbq, si puo' optare per la cottura al forno, mettendo pero' le tavolette su una piastra per biscotti (anche se l'effetto affumicato sara' molto piu' attenuato).
Servire direttamente sulla tavoletta. Io li ho accompagnati con asparagi bianchi e bok choy irrorati di olio e grigliati.
Se poi ci aggiugnete un ottimo bicchiere di vino bianco ben freddo, precisamente il Fleur de Bernon, allora il risultato e' decisamente migliore!!!!





Questa ricetta partecipa alal raccolta di Salsa di Sapa : Ricette degli anni 80 rivisitate



1 novembre 2007

Don't forget to vote!!!



Please, continue to vote for the best Halloween costumes 2007. Four days are left.
Who will be the winner?







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