24 gennaio 2008

Una sfogliatella d'autore!!!

napoli Potevo mai venire a Napoli e non provare a fare la sfogliatella?

In realtà, è da un anno che io e la mia amica Carmen stiamo complottando per poter perfezionare una ricetta che abbiamo già sperimentato meno di un anno fa. E finalmente ci siamo riuscite!!! Già Carmen aveva sperimentato pochi mesi fa la sfoglia per la sfogliatella, suscitando la mia invidia d'oltreoceano e penso di averle fatto un lavaggio del cervello per costringerla a svelarmi i trucchi. Ebbene sì, la mia costanza è stata premiata!!!!

Armata di Nonna papera e santa pazienza, Carmen è venuta a casa mia. La sera precedente avevo preparato l'impasto - secondo una ricetta dataci da una vicina di Carmen - e il ripieno che avevamo realizzato per le nostre prime sfogliatelle (ora leggermente modificato). Ed è essenziale che questi siano preparati la sera precedente, affinchè l'impasto si riposi ed gli ingredienti del ripieno sviluppino al massimo i loro aromi.

Come dicevo, Carmen armata di santa pazienza ha steso l'impasto, dapprima usando la macchina per la pasta e poi allargando con le mani la sfoglia, fino a renderla quasi trasparente. Io, invece, armata di pennello, ho spennellato abbondantemente di sugna le sfoglie, che poi venivano arrotolate da Carmen.

Ci sono volute quattro mani, diverse ore, ma il risultato ne è valso ogni singolo morso!!!

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Ingredienti per 25 sfogliatelle

Per la sfoglia:

500 gr farina di grano tenero 0

200 gr acqua

20 gr miele

5 gr sale

150 gr sugna per spennellare

Impastare tutti gli ingredienti - eccetto la sugna - e lasciar riposare l'impasto. All'inizio l'impasto sarà duro, ma più si lavorerà ed acquisterà maggior elasticità.

Per il ripieno:

175 gr ricotta fresca

1 bustina di vanillina

125 gr zucchero

150 gr canditi (cocozzata, cedro, arancia)

125 gr di semolino (cotto in 375 ml di acqua con un bel pizzico di sale)

1 uovo

Amalgamate bene tutti gli ingredienti e fate riposare in frigo fino al momento dell'uso.

collage

Procedimento:

Prendete un pezzo di sfoglia e tiratelo sottile, usando la macchina per stendere la pasta fino all'ultima tacca. Poi, mentre state stendendo la pasta all'ultimo giro, iniziate ad allargare la pasta mettendo le mani sotto la sfoglia e muovendole verso l'esterno. Poi spennellate la sfoglia con la sugna sciolta, ma non calda, e arrotolate la sfoglia, facendo attenzione a non romperlae lasciando un lembo dove far aderire la sfoglia successiva. Proseguite con un altro pezzo di impasto, stendetelo, fatelo aderire alla sfoglia precedente, spennellate ed arrotolate. Continuate così, fino ad ottenere un rotolo di 5 cm almeno di diametro (maggiore sarà il diametro, più grande sarà la sfogliatella). Tagliate le estremità, se dovessero risultare asimettriche, avvolgete il rotolo in pellicola trasparente e conservate in frigo per tutta la notte o in freezer per diverse ore. Tagliate il rotolo a fette di 1,5 - 2 cm e, partendo dal centro, cominciate a spingere, usando la pressione dei pollici, verso il basso, cercando di far separare (ma non del tutto) le varie strisce (che si sono formate quando si è formato il rotolo) e formando una sorta di conchiglia, che andrà riempita con un cucchiaio di ripieno e poi sigillata. Infornate ad alta temperatura, almeno 200 C - la temperatura dipende dai forni, ma deve essere forte - e cuocete per 15-20 minuti, finchè le sfogliatelle risulteranno croccanti e dorate.

Nota: questa sfogliatella è la cosidetta sfogliatella riccia napoletana, il cui ripieno è appunto costituito da ricotta e semolino. Diversamente, la sfogliatella santa rosa è vuota dentro ed è farcita, dopo cotta, con crema pasticciera e ciliegina.

Per maggiori informazioni sulla sfogliatella, sulla sua storia e sulle origini, vi consiglio di consultare il sito www.sfogliatella.it .

21 gennaio 2008

I sapori di casa mia

Ciao a tutti!


Eccomi per una breve affacciata sul blog! Come vi avevo detto, internet ancora non ha raggiunto le mura di casa dei miei e forse e' meglio cosi'. Ho la possibilità di godermi meglio quanto mi circonda, dagli affetti al paesaggio (per non parlare del cibo...).
Meno male che mia cugina Grazia ha avuto pietà di me e mi ha messo a disposizione il computer nel suo ufficio, così da darmi l'occasione di leggere e scrivere in questo mio angolino virtuale!
Innanzitutto voglio ringraziare tutti voi che avete lasciato commenti carinissimi sotto il post precedente: ho cercato di seguire i vostri consigli alla lettera, soprattutto quello che diceva di godermi casa dei miei e l'aria di qua (per fortuna il problema ''munnezza'' che c'e' a Napoli, nella zona dove vivo non ha raggiunto lo stesso grave livello). Per quanto riguarda poi la casa, beh ho passato due settimane chiusa in casa perchè appena scesa dall'aereo, mi sono messa a letto malata. Pensavo si trattasse di un semplice colpo di freddo ed invece mi hanno detto che si è trattato della cosiddetta influenza Pacifica. Ma quale pacifica e pacifica!!!! Mi ha totalmente steso knock out e, il colmo dei colmi, mi ha lasciato per una settimana senza voce!!! E per una logorroica come me, perdere la voce è da manicomio puro!!!!
Comunque, nonostante le due settimane di ''riposo forzato'', niente mi ha fermato dal pasticciare in cucina.
Il primo esperimento che ho fatto - dei biscottini rustici - nasce dagli ultimi residui del Natale, a ridosso della festa della Befana, con i suoi ingredienti e i suoi profumi. Ma risente anche della recente trasvolata delle candide Alpi, uno spettacolo che toglie veramente il fiato (come si può solo intuire dalla foto che ho scattato), difficile da dimenticare.
Eccoli allora i miei biscottini


Bianchetti ai datteri al profumo di mandarino




Ingredienti:

200 gr farina
3 albumi
50 gr burro fuso
pizzico di sale
80 gr zucchero
1/2 bustina lievito in polvere per dolci
1 bustina di vanillina
150 gr datteri tritati finemente
50 gr di scorzette di mandarino (o arancia in mancanza)
zucchero a velo q.b.

Impastate tutti gli ingredienti, eccetto lo zucchero a velo e formate un panetto che metterete in frigo a raffreddare per almeno mezz'ora.
Poi, tagliate dei pezzetti dal panetto e formate dei piccoli cilindri che piegherete a forma di mezzaluna. Passate ogni biscotto in abbondante zucchero e velo e mettetelo su una piastra ricoperta da carta da forno.
Cuocete in forno a 170 gradi finchè i biscotti saranno dorati.

6 gennaio 2008

Home sweet home

Finalmente anche per me e' giunto il momento di fare le valigie, attraversare mare e monti e raggiungere la mia adorata Italia!!!

Saro' via per un bel po' e non penso che avro' la possibilita' di collegarmi (a casa dei miei il computer non esiste!!!), ma avro' piu' tempi per fare tour gastronomici ed esperimenti culinari!!!

Ne approfitto per salutare tutti voi che mi fate compagnia affacciandovi sul blog; so che mi manchera' girare tra i vostri blog e scoprire un po' di voi attraverso le vostre storie e le vostre ricette.

A risentirci presto!!!!!

 

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Destinazione:  la foto e' stata presa dal balcone di casa dei miei! Quell'ombra che si intravede dietro la prima montagna e' Napoli ai piedi del Vesuvio.

Panna cotta al miele con gelee di arancia

La panna cotta - dolce di origine piemontese - e' stato un dessert a me sconosciuto finche' non sono venuta negli States. Ne avevo sentito parlare, ma non lo avevo mai fatto, ne' mangiato, finche' appunto l'ho visto fare in tv da uno chef americano, Michael Smith. Incredibile, vero?

La ricetta mi ha colpito per la sua semplicita' e allo stesso tempo per la possibilita' di poter apportare diverse varianti, creando ogni volta un nuovo gusto.

La ricetta base prevede l'uso di panna fresca; del resto il dolce si chiama panna cotta!!!! Ma ho notato che il risultato e' troppo pesante. Cosi' uso meta' quantita' di panna e meta' di latte (a volte yogurt addirittuta per ottenere quel po' di amarognolo alla fine). Ed invece dello zucchero ho usato il miele. 

 

panna cotta con gelatina di arancia

Ingredienti:

250 ml latte

250 ml panna fresca

125 gr miele

3 fogli di gelatina (2 gr l'uno), ammorbiditi per 10 minuti in acqua fredda

 

Portare a bollore - ma senza far bollire - panna, latte e miele, facendo si' che il miele sia ben sciolto. togliere la pentola dal fuoco ed aggiungere i fogli di gelatina ben strizzati, mescolando per farli sciogliere bene.

Per accelerare il processo di raffreddamento, mettete in una ciotola larga ghiaccio e acqua e appoggiatevi un'altra ciotola sopra contentente la panna cotta. Appena vedete che inizia ad addensarsi, versatela nello stampo o negli stampini prescelti e mettete la panna cotta in frigo per diverse ore, finche' sara' ben soda.

Quando sara' soda, copritela con una gelatina di arancia, fatta in questo modo: riscaldate 125 ml di succo di arancia con un paio di cucchiai di zucchero (potete anche ometterli). Lontano dal fuoco, aggiungetevi 2 fogli di gelatina, precedentemente ammorbiditi e ben strizzati, e fate amalgamare bene. Fate raffreddare prima di versare sulla panna cotta. Io l'ho poi guarnito con una fogliolina di rosmarino.

Nota: se vi dovesse rimanere del succo di arancia "gelatinato", versatelo in vaschette di alluminio usa e getta e mangiatelo come dessert ipocalorico!

2 gennaio 2008

Un Capodanno... coi "botti"

Buon Anno a tutti! Spero che abbiate passato una splendida vigilia e un ottimo Capodanno!

Cosa avete preparato di buono? Avete rispettato canonicamente tute le tradizioni culinarie e non?

Non so, ma penso che per quanto le tradizioni siano sacre, stia diventando sempre piu' difficile tentare di mantenerle vive. Prezzi che salgono alle stelle guarda caso proprio sotto le feste, perche' avidi venditori cercano di guadagnare quanto piu' possono, sapendo che non si puo' fare a meno di mangiare spaghetti e vongole per Natale!!!!

Stando qui le cose si vedono con un'altra ottica: la competizione che c'e' spinge, i negozianti a vendere al miglior prezzo affinche' ognuno possa permettersi di comprare, e si senta invogliato a farlo, tutto quello che gli serve per preparare un vero e proprio banchetto per i giorni di festa.

L'avidita' e' una brutta bestia, ma la stupidita' (nell'insistere e comprare delle cose solo perche' "e' tradizione" e pur non potendoselo permettere) e' ancora peggio! La vera tradizione e' stare con le persone care. Semplice come il pane!

La tradizione poi di mangiare "di magro" prima di Natale era dovuto, all'inizio, all'intenzione di fare penitenza. Ma se ora vongole e aragoste sono diventate un bene di lusso, dove sta piu' la penitenza?

Direte voi, da dove mi esce a inizio d'anno tutta questa saggezza o amarezza che dir si voglia? Che ne so, saro' rimasta sobria a Capodanno!!!!

Ma, lasciamo perdere e parliamo di cio' che e' il cuore di questo blog: cibo!!!!

Quest'anno, per la prima volta dopo anni, ho ripreso l'usanza di aspettare la mezzanotte ed ho organizzato un party. Siccome saremmo dovuti essere intorno alla ventina, ho optato per una serie di finger food. Questo il menu':

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Menu'

Cocktail di gamberi in salsa rosa

Mini hamburger

Summer roll con salsa di arachidi

Gougeres al gorgonzola

Sformatini di polenta ai broccoli

Tartine con crema al formaggio e uova di salmone

Lenticchie e salsiccia affumicata

Girandole di pizza margherita

Quadratini di quiche funghi e prosciutto

Edamame (fagioli di soia nel baccello)

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Desserts

panna cotta al miele con gelee di arancia

creme brulee al caffe'

fiori di cioccolato

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IMG_0135 panna cotta con gelatina di arancia

E per concludere... i botti, ovvero i fuochi di artificio!

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