10 settembre 2009

L’ episodio della “madeleine”

Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione d'un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino di tè, in cui avevo inzuppato un pezzo di «maddalena». Ma, nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di focaccia toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m'aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa […] Donde m'era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo ch'era legata al sapore del tè e della focaccia, ma la sorpassava incommensurabilmente, non doveva essere della stessa natura. Donde veniva? Che significava? Dove afferrarla? […]

E ad un tratto il ricordo m'è apparso. Quel sapore era quello del pezzetto di «maddalena» che la domenica mattina a Combray ( giacché quel giorno non uscivo prima della messa ), quando andavo a salutarla nella sua camera, la zia Léonie mi offriva dopo averlo bagnato nel suo infuso di tè o di tiglio.

Chiunque abbia letto “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust, certamente ricorda questo famoso episodio della madeleine (tratto dal primo capitolo "Combray" del primo libro "La strada di Swann”) che rievoca come un flash, come un’epifania ricordi perduti alla mente dello scrittore.

Un giorno trovai per caso anni fa sul forum della Cucina Italiana la ricetta di questo biscotto. Mi colpi’ il nome; l’uso dell’ammoniaca per dolci attiro’ la mia attenzione e cosi’ decisi di provare a farli. E come Proust, appena diedi il primo morso, fui catapultata indietro nel tempo, ad un preciso ed indistinguibile momento della mia vita.

Avro’ avuto meno di 10 anni. Era il periodo natalizio e, come ogni anno, andavamo a fare il giro di amici e parenti vari. In particolare, per raggiungere alcuni amici, dovevamo farci un’oretta abbondante di macchina, solo per raggiungere questo paese, per poi “peregrinare” da una casa ad un’altra! Ma prima ancora di arrivare a questo paesino, dovevamo fare una deviazione per andare a visitare un altro amico di famiglia.

Ora, ricordo chiaramente che mia madre quel giorno si era raccomandata vivamente di “fare la brava” (della serie, stare seduta ed in silenzio possibilmente per una mezz’oretta - in fondo non chiedeva niente di straordinario, vero?- ) e soprattutto di essere educata, ovvero nel caso ci avessero offerto qualcosa, di non mangiare troppo (anche perche’ era ora di pranzo e ci aspettavano da un’altra parte).

La signora ci offri’ un piatto di biscotti, lunghi, ricoperti di zucchero e profumati al limone. Ne assaggio educatamente uno e me ne sto seduta ed in silenzio. Intanto i “grandi” avevano iniziato una lunga e noiosa conversazione che pareva non finire piu’; la fame si faceva sentire ed io, seduta ed in silenzio, pian piano mi mangiai l’intero piatto di biscotti!!! Io pensavo di essere stata particolarmente educata, dal momento che avevo mostrato di apprezzare tanto quello che ci avevano offerto, invece … non so perche’ quando lasciammo quella casa mia madre era rossa come un pomodoro!!!!

Prometto, il rpocedimento per fare i biscotti e’ piu’ breve del mio post!!!

 

biscottoni da colazione

ricetta di Maria Pia Trubiani

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Ingredienti:

1 kg di farina 00
4 uova
150 gr di olio di oliva
400 gr di zucchero
120 gr di latte
2 bustine di vanillina
scorza di 1 limone grattugiata
20 gr di ammoniaca per dolci

Scaldare leggermente il latte e sciogliervi l’ammoniaca. Montare le uova con lo zucchero. Sempre montando versare poco alla volta l’olio e poi il latte in modo da non smontare il composto. Quindi aggiungete gli aromi la vanillina e la scorza del limone. Setacciare la farina e versarla 1 cucchiaio alla volta al composto . Si forma un composto omogeneo simile alla frolla, che non si attacca alla spianatoia.
Staccare un pezzo e formare un cilindro (come per gli gnocchi), staccare i biscotti della lunghezza di 10-12 cm, appiattirli e passarli nello zucchero versato in una terrina.
Mettere i biscotti nella placca foderata con carta forno , distanziandoli molto.
Infornare a 180 ° per 15 minuti, o fino a quando i biscotti sono gonfi e dorati.

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7 commenti:

  1. Slurp! Devono essere buonissimi intinti in un buon caffelatte! Ancora meglio latte e cioccolato! :-D

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  2. Ma che buoni che devono essere tuffati in bel cappuccino!!

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  3. Perfetti per l'inzuppo!! Adoro questo tipo di biscottoni....... grazie!

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  4. ma che belli , fantastici ma non solo per inzuppare!

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  5. Wow che belli e che invitanti!!!
    Brava!

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  6. caspita sono favolosi...te ne rubo uno!

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