Finalmente siamo riusciti a farci una vacanza di una settimana!!! come localita’ abbiamo scelto il Messico, a poche ore di volo, e precisamente Cabos San Lucas.
Tuttavia, devo ammettere che in questo viaggio non sono riuscita a catturare “l’anima” del Messico, perche’ la zona dove siamo stati noi – Cabos San Luca - e’ stata brutalmente americanizzata nell’arco degli ultimi 20 anni. Per quanto la costruzione di alberghi e villaggi turistici – ovviamente tutti situati lungo le coste - abbia potuto aiutare un paese povero, tuttavia per chi volesse tuffarsi nella cultura, nella vita dei locali, e’ piuttosto difficile. Tanto per farvi capire la situazione: ironia al massimo i messicani parlano inglese in Messico, ma non qui in Texas dove vivono – legalmente o illegalmente – da anni!
Geograficamente parlando, invece, Cabos San Lucas non e’ proprio in Messico. Sebbene sia parte di questo stato, e’ situata nella Baja Peninsula, una pezzo di terra che si estende dalla California, proprio a sud di San Diego. E Cabo San Lucas ne e’ la punta.

Il mare qui e’ semplicemente meraviglioso; c’e’ addirittura un arco roccioso che a primo acchito, per chi lo guarda, ricorda i Faraglioni di Capri.
Ad un certo punto e’ stato difficile non pensare alle spiagge italiane, quando siamo letteralmente assaliti dai “vu cumpra” messicani, che percorrono le spiagge da un capo all’latro indossando abiti bianchi per proteggersi dal caldo e tentando di vendere dalla ceramica, ai gioielli in argento ai cappelli (i piu’ venduti!!!)

Poi, formavano dei gruppetti sotto un ombrellone multicolore e si fermavano per riposarsi.

L’esperienza piu’ bella e’ stata pero’ il nostro girovagare nel deserto a bordo di una Jeep, che finalmente ci ha permesso di vedere la vera faccia di questa parte del Messico: c’e’ un’unica strada/autostrada percorre l’intera penisola; l’intero paessaggio e’ quasi monocromatico: il verde dei cactus predomina, sia nelle aree piu’ desertiche,
sia nelle aree piu’ verdi

Siamo partiti da Cabo San Lucas e, passando attraverso SAn Jose’ del Cabos, una cittadina che e’ ancora tradizionale/messicana
Da li’, abbiamo attraversato la Sierra de la Laguna, raggiungendo tante piccole cittadine, che non avevano neppure un segnale stradale per indicarci dove fossimo! Stranamente il segnale che abbiamo trovato piu’ spesso e’ stato questo
poi ho capito perche’!!!
Purtroppo lungo circa i 300 km che abbiamo fatto, ci e’ capitato troppo spesso di trovare delle lapidi, in ricordo di incidenti gravi capitati in quel tratto di strada
Finalmente siamo arrivati a Todos Santos, un paesino di 3000 ab., che risale a due secoli fa, ai tempi della colonizzazione spagnola. Dagli inizi degli anni ‘80 e’ diventato il ritrovo di artisti e musicisti; quindi, e’ facile intravedere negozietti con oggetti d’arte locale, come le bambole messicane in stoffa o quelle fatte intrecciando le foglie essiccate del mais
lavori in ferro battuto e intarsi di ceramica
le croci, di tutti i tipi e di tutte le misure (foto dal negozio MANOS MEXICANAS)
Sulla via del ritorno, ci siamo fermati in un altro paesino, detto Los Triumpos, forse memore di trionfi passati, dal momento che molti degli edifici lungo il corso principale erano completamente cadenti! Qui ci ha colpiti un “negozietto” di arte locale, posto nel portico di una casa privata. Il proprietario ciha speigato parlando in inglese e spagnolo che la moglie fa questi lavori di intreccio di corda e terracotta

Come ho detto, la strada/autostrada che abbiamo percorsa eraquasi deserta, ma piuttosto di frequesnte apparivano delle piccole oasi – market o bar – che ti davano l’occasione di fermarti per rinfrescarti ed ovviamente la cerveza/birra e’ la bibita nazionale!
La parte piu’ americana, ovviamente, e’ la Marina (il porto),
con barche di ogni dimensione dei ricconi locali o in vacanza, dove catamarani e barche vela sfoggiano un lusso che non e’ certo la vera faccia di quest’are, dove Starbucks, McDonald, ed altre catene americane prolificano grazie a tutti gli americani che quando vanno in vacanza hanno bisogno di mangiare solo cio’ che conoscono.
Tra i vari negozi che vendevano cianfrusaglie di ogni tipo per turisti, ne abbiamo scoperto uno - ZEN MAR gallery - dedicato a raccogliere le maschere da tutto il Messico, maschere di influenza azteca, spagnola o locale
Tutto sommato, e’ stata uan vacanza interessante, ma devo di sicuro ritornare in Messico per coglierne l’anima! Bye Cabos
Come mai ancora non vi ho accennato al cibo che ho mangiato? Ci vuole un post a parte!!!