27 agosto 2012

Pensando al mio piccolo rione…


Il primo incontro con questi dolcini fu anni ed anni fa durante la Sagra del Dolce. Questa Sagra di paese fu organizzata nel rione dove vivevo per la festa di S.Agostino, patrono del rione, che ricorre il 28 agosto. Ricordo la prima volta che fu messa in piedi: il giorno prima furono allestite le bancarelle per la vendita e il giorno dopo fu un affluire di dolci da ogni massaia del paese. La mia fortuna fu che, essendo parte del comitato organizzatore e vivendo proprio al centro del paesino, la casa dei miei genitori fu reclutata come centro di “accoglienza” dei dolci: sia il giorno prima, che la mattina ci fu un affluire di gente che entrava a mani piene ed usciva a mani vuote, mentre nel frattempo i frigoriferi predisposti per l’evento si riempivano sempre di piu’; le tavole sparivano sotto i vassoi di biscotti e ciambelloni vari. Ed intanto un profumo di dolci invadeva il cielo del rione, perche’ le donnine del paese continuavano ad infornare: capresi, ciambelloni, sfogliatelle, millefoglie, baba’, pastiere, delizie al limone,  biscotti di tutti i tipi, tutto rigorosamente fatto in casa… Quell’anno ci ando’ bene, la sanita’ – forse comprata per l’occasione (a quanto pare era l’unico modo per far andare avanti le sagre di paese in generale…) – ci lascio’ stare, ma negli anni seguenti proibirono di far infornare dolci dalle massaie e la sagra scomparve… Ma da quella prima sagra qualcosa di troppo troppo buono venne fuori: le pesche finte!!!
Non le avevo mai viste prima, ne sentite nominare, ma fu amore a prima vista. Purtroppo, pero’ non ero presente quando le consegnarono per cui non seppi mai chi fu la signora che le porto’ (non era del rione, ma di un paesino vicino) per poterle chiedere la ricetta e cosi’ rimasero per un po’ un dolce ricordo. Poi, un giorno mentre parlavo con la mia amica Angela di questo evento, lei pacifica mi disse che sapeva benissimo a quale dolce mi riferivo ed aveva persino la ricetta… santa angela!!!!
Ora, non so perche’ non ho mai fatto queste pesche da quando vivo negli States, ma le faccio talvolta quando torno a casa soprattutto perche’ piacciono tanto a mia cugina Giusy. Le foto del post risalgono al 2010, infatti.
Per la ricetta, vi riporto le tre varianti per l’impasto del guscio, che ho fatto. In realta’, ci sono numerose ricette per questo dolce, che mi pare sia di origine pratese. Per il ripieno, seguo sempre la ricetta originale datami dalla mia amica Angela. C’e’ addirittura una versione tipo brioche, che appena potro’ mi accingero’ a sperimentare.

PESCHE FINTE

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VARIANTE 1: Ricetta di Angela
Per questa ricetta, bisognerebbe modellare la pasta frolla per la forma della mezza pesca su un mezzo guscio di noce leggermente imburrato. Se intendete seguire questo procedimento, siate certi di avere almeno una sessantina di mezzi gusci di noci, che vi permetteranno di fare 30 peschine.
Per la pasta frolla:
600 gr farina
2 uova
1/2 bicchiere di latte
1 bustina lievito per dolci
300 gr zucchero
100 gr burro
Altri ingredienti:
1 litro di crema pasticcera abbastanza soda
qualche cucchiaio di panna montata da mescolare alla crema
amarene quarantine e o ciliege fabbri da inserire all’interno del guscio (o del cioccolato fondente) per emulare il nocciolo della pesca
cioccolato a pezzetti per emulare il picciolo (io uso chiodi di garofano; oppure pezzetto di stecca di cannella))
zucchero semolato q.b.
alchermes ed essenza di alchermes ( o colorante rosa per accentuare il colore rosa) q.b.

Preparate la frolla, fatela riposare; poi stendetela in uno strato d i1/2 cm e fare dei tondini con il bordo di una tazzina. Ricoprire il guscio di noce imburrato (dal lato convesso) ed infornare  a 180 C per 5-6 minuti; giusto il tempo necessario che si cuociano ma senza colorire troppo.
Staccare delicatamente i gusci e riempirli con la crema. Mettere una ciliegina sulla crema (solo su meta’ dei gusci preparati) e far combaciare i gusci a due a due, formando la pesca.
Spennellare le pesche con il liquore e passarle nello zucchero semolato. Aggiungere il picciolo di cioccolato e mettere nei pirottini.

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VARIANTE 2: Ricetta di Eleonora S. del blog Deliciously
Ho deciso di provare questa ricetta dopo averne visto i risultati dul blog – ormai purtroppo chiuso – di Eleonora, che aveva creato una serie di fruttini (fragole, banane, limoni e pesche appunto) con la stessa ricetta. Ed, infatti, ispirata da lei, ho fatto i limoni e le pesche. Questa ricetta e’ certamente piu’ veloce di quella precedente. Il ripieno che propone e’ la crema mousseline, ovvero crema pasticciera e panna montata. Io ho seguito la mia ricetta per il ripieno. Mentre per i limoni, invece dell’alchermes, ho usato bagna al limoncello (limoncello + sciroppo di zucchero) con aggiunta di colorante alimentare giallo. Nessun accenno alla ciliegina all’interno o al picciolo esterno.
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Per il guscio:
600 gr farina
15 gr lievito in polvere
200 gr zucchero semolato
160 gr burro
4 uova
scorza di 1 limone
1/2 baccello di vaniglia (1 cucchiaino di estratto)
pizzico di sale
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VARIANTE 3: Ricetta di Sergio Salomoni
Questa e’ la ricetta piu’ semplice e veloce tra tutte da eseguire. Pero’, ancora una volta, non ho usato la nutella come ripieno, ma ho usato la ricetta tradizionale della crema come da Variante 1.
500 gr di farina
200 gr di zucchero
2 uova
vanillina se piace
100 gr di burro fuso
1/2 bicchiere di latte
1 bustina di lievito
scorza di limone
liquore Alchermes q.b.,
nutella (una volta era crema)
Mescolare la farina con lo zucchero il lievito la vanillina e la scorza di limone, aggiungere poi alle uova il burro, il latte e mescolare alle polveri. L'impasto deve risultare duro. Fare delle piccole palline che vanno velocemente passate in forno caldo a 180/200 per circa 10 minuti. Bagnarle con l'alchermes, mettere la nutella tra due palline e passarle rapidamente nello zucchero. Sono da preparare almeno 4/5 ore prima e sono una squisitezza. Un boccone tira l'altro e viste le dimensioni piccole si rischia di mangiarne troppe.
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25 agosto 2012

And then there were none!

 

Feeeling lazy this week-end, ma la voglia di aver qualcosa morbido e zuccherino per colazione e’ li’ in agguato? No problem… in rete si trova sempre la soluzione!!

La mia debolezza, dopo i cornetti del bar che qui praticamente si sognano, sono le cinnamon rolls, morbidose, dolci e con la glassa… yummy!!! Ne potrei mangiare  troppe al giorno. Fortunatamente fanno parte dei dolci lievitati, per cui non e’ qualcosa che posso fare in tre secondi, pero’ a volte la voglia e’ tanta… Cosi’ con l’aiuto dei prodotti del sueprmercato, si ottengono cinnamon rolls in 10 mintui di preparazione e 10 minuti d i cottura!!! Volete vedere? Mi rendo conto pero’ che in Italia forse non si trova l’ingrediente chiave, pero’ se vi armate di voglia e pazienza, basta che seguite le istruzioni per l’impasto qui e poi proseguite come suggerito in questo post.

Lazy mini cinnamon rolls

 

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Ingredienti:

1 confezione di crescent rounds (ne contiene 8)

qualche cucchiaio di burro morbido

2 cucchiai di zucchero mescolati con cannella in polvere a piacere

 

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Separare gli 8 rounds in singoli pezzi; srotolarli delicatamente – anche se sulla confezione c’e’ scritto a chiare lettere di non srotolarli … but who cares, right?!? -

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Spalmare il burro su ogni striscia, ricoprirli con il misto di zucchero e cannella e premere leggermente per far aderire. Poi riarrotolare di nuovo e metterle sulla teglia leggermente imburrata. Far riposare una ventina di minuti, poi infornare a  180 per 10-15 minuti. Aspettare qualche minuto prima di ingozzarsi!!!

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In realta’, io ho addirittura tagliato la striscia a meta’, per ottenere 16 cinnamon rolls bite-size; poi, invece di metterle in uan teglia le ho messe ina uno stampo per mini-muffin et voila’:

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Ispirazioni autunnali

 

Sara’ che la settimana prossima qui iniziano le scuole, sembra quasi che l’estate sia finita. Invece no… il caldo persiste! Per questi cookies decorati, pero’, l’ispirazione non deriva dalla stagione dell’autunno, anche se i colori la richiamano, ma – come dicevo qui – dalla mia amica Astrid e la sua ossessione … ehm passione per le alci.

Sugar cookies autunnali

Sugar cookies decorati con glassa di zucchero; per l’alce, ho sostituito parte dello zucchero a velo con cacao in polvere.

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A moose on the loose…

… ovvero Buon Compleanno AStrid!!!!!

Perdonatemi  i “silly” titoli che a volte do’ ai miei post, come questi, ma a volte le rime americane rendono meglio il succo delle mie ricette che trascrivo qui nella mia finestrella italo-texana!

Oggi ho preparato un tradizionale dolce napoletano, la pizza di crema, per regalarla ad una mia cara amica, Astrid, per il suo compleanno e siccome lei e’ ossessionata con le alci (moose), beh ho personalizzato un po’ la presentazione della torta. In fondo il sapore non cambia e la tradizione e’ salva!

Che io sappia, ci sono diverse varianti a questa specialita’ napoletana; io la preparo seguendo la ricetta di mia madre, con i due tipi di crema (al cioccolato e bianca) e le amarene quarantine racchiuse in un guscio di pasta frolla. C’e’ chi sostituisce la crema bianca con crema alle mandorle; e poi c’e’ la versione di mia cugina Rosa… che ho mangiato anni anni anni fa e che ancora ricordo bene… con savoiardi inzuppati e pesche sciroppate alternate alle creme. Da fare al piu’ presto. Per oggi mi attengo a quella classica, perche’ ad Astrid piace cosi’, vero?!?

Si consiglia di preparare questa torta un giorno prima di consumarla, per far si’ che si sviluppi appieno il sapore!

 

Pizza di crema napoletana

 

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Ingredienti

500 gr pasta frolla

1 litro di crema pasticcera

200 gr cioccolato fondente

2 cucchiai di rum

1 cucchiaio di estratto di arancia

amarene quarantine, amarene fabbri o ciliege ubriache a piacere

 

Dopo aver preparato la crema (fatela cuocere un po’ meno, cosi’ e’ un po’ meno densa), prima che si raffreddi, dividerla a meta’ e profumare una meta’ con l’estratto di arancia (in realta’ dovrebbe essere una crema al limone!!!) e l’altra col rum e il cioccolato tritato. Fate sciogliere bene la cioccolata nella crema.

Stendete meta’ della pasta frolla e rivestite una teglia di 24 cm di diametro e  4 cm di altezza (il famoso “ruoto” per la pastiera!) imburrata. Riempite con la crema al cioccolato; poi fate uno strato di amarene e coprite con la crema bianca.

Stendete la pssta frolla restante e coprite la pizza. Sigillate bene i bordi ed infornate a forno preriscaldato a 180 C e cuocete finche’ ben dorata. Ci vorra’ un’oretta. Togliete dal forno; fate raffreddare completamente; rimuovete dalla teglia e poi mettete in frigo per diverse ore – meglio tutta la notte – prima di servire con una spolverata di zucchero a velo.

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17 agosto 2012

Babbo Natale e’ gia’ arrivato in Texas!!!!

 

E non da adesso! Praticamente gia’ da Maggio i negozi di hobbystica pullulano di alberi di Natale e decorazioni varie!!!! Che esagerazione!!! Almeno fino all’anno scorso si aspettava che passasse il 4 Luglio, festa dell’indipendenza americana, e poi si cominciava a pensare al Natale ( a 45 gradi all’ombra ?!?). Comunque… ieri non ho saputo resistere…

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Per il mio albero a tema cilunario ovviamente!!!

Preparandoci per il week-end!

 

E’ quasi una mia abitudine fare la pizza ogni sabato, visto che uscire col mio pulcino la sera non e’ proprio facile!  E per non annoiarmi a mangiare sempre la stessa pizza, ora la faccio nella teglia, ora cambia il topping, ora cambio l’impasto. Oggi vi propongo la pizza integrale, molto buona e anche salutare! Per fare l’impasto uso la macchina del pane, perche’ il risultato della pasta che ottengo e’ spettacolare. Non ci credevo fino a quando non ho fatto in contemporanea lo stesso impasto per focaccia, usando per uan dose il mio kitchen aid e per l’altra la mdp. La differenza e’ incredibile: con la mdp la pasta viene molto piu’ morbida ed alta, pur usando le stesse dosi e lavorando propriamente l’altro impasto coll’impastatrice e facendolo lievitare due ore!!!! Questa volta ho steso l’impasto in una teglia da 30x40 cm.

Comunque, ritornando alla pizza integrale, ecco la ricetta per la pasta:

PIZZA INTEGRALE

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Ingredienti:

2 1/4 cucchiaini di lievito disidratato in granuli

1 1/4 tazza di acqua tiepida

1 cucchiai di miele

285 gr farina forte per il pane

140 gr farina integrale

1 1/2 cucchiaino di sale

2 cucchiai di olio di oliva

 

Mettete olio, acqua e sale nella ciotola della mdp; versatevi sopra le farine, il lievito e il miele. Programmate la mdp per l’impasto e dopo 1 1/2 ora la pasta e’ pronta e lievitata!

Topping:

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Stendere uno strato leggero di pesto sulla pasta stesa nella teglia oleata; distribuirvi delle perline di mozzarella; scaglie di manchego; dadini di peperone rosso arrostito e fette di salame.

Infornare a 200 C e far cuocere per 20-25 minuti.

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16 agosto 2012

Cena di una notte di mezza estate


Adoro preparare le cene formali. Mi piace pensare al decor della tavola, agli antipastini, alle varie portate, cosa va meglio con cosa, e soprattutto sempre pensato in funzione dei miei ospiti. Ovviamente, ogni persona che viene a pranzo o a cena da me, sa che gli toccano i miei esperimenti. Believe it or not, spesso faccio per i miei amici ricette mai provate. Fa parte del contratto non-scritto se vogliono venire a casa mia, lo stesso contrtto che ho fatto firmare virtualmente a mio marito (poverino!!!). Finora per fortnua non e’ morto ancora nessuno… saranno le dita incrociate che ho per tutta la durata della cena!!!!
Comunque, ultimamente con il bimbo, non riuscivo piu’ ad organizzarmi per preparare una cena a la carte; ma finalemten dopo un anno e mezzo, ci sono riuscita e mi sono sbizzarrita!!! Ecco il risultato (per ora solo il menu’ e le foto, poi mettero’ le ricette)

Aperitivo

Foreplay di fritto misto

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Fico gorgonzolato
(fichi freschi con gorgonzola e un drizzle di crema di aceto balsamico)
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Cena
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Semifreddo malaga e cioccolato

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Un cucchiaio di fresca bonta’

 

Perfetto dolce per l’estate, perche’ veloce da preparare e senza necessita’ di cottura, al contrario di quanto definisce il nome stesso!!!,  e’ la panna cotta. Ora, le varianti sono difficili da contarsi sulla punta delle dita; anzi leggevo addirittura che la vera panna cotta – di origine piemontese -  richiede cottura, ma niente colla di pesce o agar agar. Ma, se anche fosse cosi’, devo ammetter che la ricetta con gelatina e’ la piu’ conveniente, soprattutto col caldo afoso di agosto.

Non e’ la prima volta che pubblico una ricetta sulla panna cotta; qui e qui potrete trovare altre ricette che ho usato della panna cotta. Allora perche’ – mi chiederete – ne pubblichi un’altra?!? Perche’ c’e’ sempre da migliorare se stessi e la propria cucina!

Questa ricetta e’ di una dei mei chef americani preferiti, Ina Garten. Ogni sua ricetta che ho provato e’ sempre stata un successo e questa, devo ammettere, ha superato tutte! Penso che cio’ che fa la differenza e’ l’uso dello yogurt, che alleggerisce la panna e da quel tocco di tanginess in piu’. L’ho accompagnata con fichi freschi e crema di aceto balsamico ai fichi. Yummy!!!!

PANNA COTTA

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  • 1 cucchiaino di gelatina in polvere dissolta in 1 1/2 cucchiaio di acqua
  • 1 1/2 tazza di panna fresca
  • 1 tazza di yogurt bianco greco 
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1/2 baccello di vaniglia
  • 1/3 tazza di zucchero

 

Mescolate in una ciotola 3/4 di tazza di panna fresca, lo yogurt, l’estratto di vaniglia e i semi estratti dal baccello di vaniglia.

A parte riscaldate i un pentolino la panna fresca restante con lo zucchero e portate a bollore a fuoco medio. appena affiorano le prime bolle rimuovete dal fuoco ed aggiungete la gelatina e fate amalgamare bene. 

Mescolate gradualmente la panna calda con la panna e lo yogurt e fate amalgamare. Versate nelle coppette e mettete in frigo – senza coprite – finche’ fredde. Poi coprite con pellicola trasparente e fate raffreddare tutta la notte. 

15 agosto 2012

“If you're afraid of butter, use cream.”

 

Happy 100th Birthday Julia!

Naturalmente si parla di Julia Child, un’icona della cucina americana, colei che ha introdotto il gourmet food ad una generazione abituata a cibi semplici, demistificando le tecniche classiche della cucina francese e rendendole alla portata di tutti. Julia Child ha insomma creato la coscienza culinaria nella societa’ americana, ha completamente stravolto l’home-cooking americano!  Secondo lei:

“Once you have mastered a technique, you barely have to look at a recipe again”
Julia Child, Julia's Kitchen Wisdom: Essential Techniques and Recipes from a Lifetime of Cooking

Mi sembra quasi doveroso oggi dedicarle una piccola finestra qui nel mio blog replicando dal suo libro – Mastering the Art o French Cooking – un classico della cucina francese, la beef bourguignon. Non vi riporto la versione integrale perche’ ho dovuto semplificare la ricetta (la versione integrale in inglese sara’ publicata su Caffeine for 2, la sorella inglese del mio blog), aggiungendo le mie note personali in corsivo. Un grosso cambiamento che ho fatto alla ricetta e’ stato di non cuocere in forno, ma sui fornelli, usando la mia pentola in ghisa della Le creuset.

 

Beef Bourguignon (France)

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Ingredienti:

  • 170 gr di bacon, in un sol pezzo
  • 3 1/2 cucchiai di olio di oliva
  • 1.5 kg carne per spezzatino magra, a cubi
  • 1 carota, affettata (io ho usato 400 gr di carotine piccole intere)
  • 1 cipolla affettata
  • Sale e pepe
  • 2 cucchiai di farina
  • 750 ml vino rosso
  • 2 1/2 - 3 1/2 tazze di brodo di manzo
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • 2 spicchi di aglio, tritati
  • 1/2 cucchiaino di timo
  • 1 foglia di alloro spezzettata
  • 18 –24 cipolline piccole, pulite
  • 450 gr funghi freschi, puliti e tagliati a quarti

     

    1. Tagliare il bacon a striscioline e farle sobbollire in acqua per 10 minuti. Scolare ed asciugare. Poi farlo rosolare in 1 cucchiaio di olio per 2-3 minuti. Toglierlo dalla pentola e tenerlo da parte. Io ho saltato il passaggio della bolllitura e ho fatto rosolare piu’ a lungo il bacon finche’ quasi croccante ed ho usato parte del grasso per cuocere il resto.
    2. Nella stessa pentola, rosolatevi i funghi finche’ leggermente dorati, poi rimuoveteli e tenete da parte.
    3. Asciugare i pezzetti di carne, per essere sicuri che la carne colori bene. Riscaldare un po’ di olio (io ho usato parte del grasso rilasciato dal bacon) nella stessa pentola e far colorare la carne, un po’ alla volta, da tutti i lati; rimuoverla e metterla da parte.
    4. Nella stessa pentola (dove avrete prima rosolato il bacon, poi la carne), far rosolare le verdure. Rimettete la carne e il bacon nella pentola con le verdure, aggiustate con un po’ di sale e pepe e poi spolverate uniformemente con la farina per coprire la carne. Mescolare bene far cuocere per 4 minuti. Mescolare di nuovo e far cuocere per altro 4 minuti per far si che la farina si cuocia e si formi una crosticina.
    5. Aggiungete il concentrato, l’aglio, le spezie, l’herb sachet e il bacon, coprite con il coperchio e fate cuocere a fuoco bassissimo per diverse ore (da 1 1/2 ora a 2 1/2 ore), finche’ la carne sara’ tenerissima se infilzata con uan forchetta.
    6. Versate il vino e da 2 a 3 tazze di brodo, abbastanza da coprire appena appena la carne.
    7. A meta’ cottura, aggiungete le cipolline nella pentola della carne.
    8. Poco prima della fine della cottura, aggiungete anche i funghi tenuti da parte. Assaggiate per aggiustare di sale e pepe. Servite con un spolverata di prezzemolo fresco ed accompagnate con baguette fresca, pasta al burro o patate!

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    Se alla fine il brasato dovesse risultare troppo liquido, preparate un buerre manie ed aggiungetelo un po’ alla volta – quanto ne occorre -  nella pentola a fuoco basso e fate cuocere finche’ il sugo si addensa. Per il buerre manie, lavorate 2 cucchiai di burro a temperatura ambiente con 2 cucchiai di farina, facendo ben amalgamare il tutto.

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  • 13 agosto 2012

    I fagioli di Bud Spencer!


    Comune contorno ai piatti messicani serviti nei ristoranti sono i fagioli. I piu’ comuni sono i frijoles refritos, ovvero lessi e poi ri-cotti con lardo o bacon e ridotti in puree. Ma spesso si possono ordinare i frjoles charros o a la charra ovvero i fagioli dei cowboy (Charro e’ il cowboy messicano), che sono in realta’ quasi una zuppa, nella quale gli ingredienti principali oltre ai fagioli sono cipola, aglio e bacon; poi talvolta sono arricchiti da peperoncini piccanti, pomodori e cilantro.  Se a tutti questi ingredienti aggiungete un bel boccale di birra, otterrete i  frijoles borachos. Borracho infatti significa “ubriaco”, quindi …fagioli ubriachi! Il fagiolo piu’ usato e’ il pinto bean o fagiolo carioca (vedi foto), ma si possono usare anche i borlotti rossi o i fagioli bianchi.
    Questo piatto non vi ricorda quelli che si sbrodolavano Bud Spencer e Terence Hill nei loro film western dai paioli di ghisa?!?

    Frijoles borrachos (MEXICO)


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    Adapted from here

    Ingredienti


    450 gr fagioli secchi, messi ad ammollare la sera prima
    6 fette di bacon, tagliato a pezzetti
    2 spicchi di aglio, tritato
    1 scatola di pelati (io uso Rotel, una scatola di pomodori mescolati a peperoni verdi piccanti)
    2 cipolle tritate
    1 peperone dolce tritato
    1 lattina di birra
    cilantro fresco abbondante
    2 peperoncini piccanti (jalapeno)
    sale q.b.

    Far cuocere i fagioli finche teneri, ma al dente.
    Nel frattempo preparare un soffritto: fate cuocere il bacon e quando ha rilasciato parte del grasso aggiugnete le cipole, l’aglio, il peperone dolce, gli jalapeno (se li usate) finche’ teneri. Poi aggiugnete il pomodoro e fate cuocere per qualche minuto. Versate la birra e fate cuocere per qualche altro mnuto, poi versate il tutto nella pentola dei fagioli e fate cuocere compleatamente ie fagioli. Aggiustare di sdale a piacere. Aggiungere il cilantro fresco quasi alla fine.

     

    12 agosto 2012

    Tacosmania!

    Sara’ l’estate che mi ricorda il mio viaggio in Messico di qualche anno fa e il meraviglioso cibo che ho assaggiato la’, ma nelll ultime settimane ho sperimentato nuove ricette messicane, ma soprattutto mi sono dedicata ai tacos, quei piccoli involucri di mais ripieni di carne e accompagnati da salsette varie… slurp che bonta’! Il miglior ricordo del Messico, a parte  l’acqua cristallina, sono proprio le taquerie dove servivano queste delizie.
    La ricetta che vi propongo e’ tipica dello stato del Michoacán  situato nella parte centrale del Messico e che si affaccia sull'Oceano Pacifico. Si tratta dei tacos di carnitas, ovvero di maiale “massaggiato” abbondantemente con spezie varie e poi brasato finche’ talmente tenero che si taglia con una forchetta. In realta’, andrebbe originariamente prima fritta e poi brasata, ma col tempo – per motivi di salute – si e’ saltato il passaggio della frittura, facendo cuocere la carne in spezie e liquido ed usando anche il liquido per condire la carne dopo la cottura.

     

    TACOS DE CARNITAS CON SALSA VERDE

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    Ingredienti:
    ravanelli tagliati a julienne
    jalapeno freschi tagliati a rondelle, optional
    cilantro fresco
    cipolla rossa tritata

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    Mettete al centro della tortilla un po’ della carne, ricoprite con della salsa verde, ravanelli, jalapeno o salsa piccante e cilantro fresco. Richiudete e … enjoy!
    Volendo accompagnate con arroz amarillo e frijoles borracho.
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    Little bits of pleasure

     

    Carnitas (che tradotta significa “piccola carne”, piccoli pezzi di carne) puo’ sembrare un piatto messicano difficile da reallizzare, ma in realta’ ci vuole solo un po’ di pazienza… perche’ ci mette un bel po’ per cucinare, mantre si prepara in pochi minuti!

    Se avete a disposizione la crockpot o slow cooker, questo e’ il momento ideale per tirarla fuori dal mobile, spolverarla e metterla in uso! Ed e’ quello che ho fatto!!!  Dopo diverse ore di cottura, otterete un brasato tenerissimo e pieno di sapore che puo’ essere usato per tacos, enchilladas o tostadas. Si puo’ preparare in anticipo ed e’ un fantastico piatto per avere un tacos party!!!

     

    Carnitas (Mexico)

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    Adapted from here

    • 1 cucchiaino di sale
    • 1 spicchio di aglio
    • 2 cucchiaini di cumino in polvere
    • 1 cucchiaino di origano
    • 1 cucchiaino di coriandolo in polvere
    • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere
    • 2 kg di spalla di maiale
    • 3 foglie di alloro
    • 1/2 litro di brodo di pollo
    • 250 ml di salsa roja

    Mescolate tuttele spezie ed il sale e massaggiate bene il pezzo di carne. Mettete la carne nella slow cooker, aggiugnete l’alloro, l’aglio fresco, il brodo, la salsa, chiudete e fate cuocere LOW per 8-10 ore. The longer the better! Girate la carne dopo meta’ cottura. Sfilacciate la carne e servitela con il suo liquido di cottura. Se il sugo dovesse essere troppo liuqido, mettetelo in una pentola sul fuoco e fatelo ridurre.

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