23 aprile 2014

Cupcakes Raffaello

 
A volte le mie ispirazioni in cucina vengono da foto e/o ricette viste in rete o giornli, altre volte da quello che ho nella pantry o da quello che voglio mangiare, questa volta, sara’ perche’ era Pasqua, mi sono venuti alla mente i cioccolattini al cocco… e ho pensato di ripordurli come cupcakes. Il sapore e’ lo stesso, ovviamente manca la croccantezza dovuta ai wafer all’interno e alla nocciola, ma – come mi ha detto chi li ha assaggiati (quindi non e’ solo il mio parere!!!)… non se ne sente la mancanza!
Ho fatto due versioni di cupcakes: la mini, che riproduce anche nella forma il cioccolattino, e quella regolare (decorati con motivi pasquali). Con questa dose ho ottenuto 12 cupcakes regolari e 15 mini.
 

Cupcakes Raffaello

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Per la base:
3 bianchi d'uovo
60 ml di latte di cocco
170 gr di farina per dolci (cake flour) [io ho usato 1 1/4 tazza di farina + 1/4 di tazza di amido di mais (in pratica per ottenere la cake flour si tolgono 2 cucchiai da 1 tazza di farina e si sostituiscono con 2 cucchiai di maizena)]180 gr zucchero
pizzico di sale
100 gr burro
120 ml latte di cocco
2 1/2 cucchiaini di lievito in polvere per dolci
Mescolare farina, zucchero, sale, lievito, burro e 120 ml latte di cocco finche' ben amalgamati e sbattere per 2 minuti. A parte sbattere leggermente gli albumi col restante latte di cocco ed incorporare in tre volte all'impasto di farina.
Versare nei pirottini ed infornare a 170 C per 10-15 minuti (devono essere asciutti infilando uno stecchino al centro, ma ancora bianchi in superficie)

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Frosting:
95 gr ciocccolato bianca
2 tazze di zucchero a velo
30 gr burro
120 gr formaggio cremoso
pizzico sale
farina di cocco q.b.
Sciogliere il cioccolato e far raffreddare leggermente.
Montare a crema il formaggio cremoso e il burro, aggiungere il cioccolato, amalgamare e infine incorporare lo zucchero a velo.
Decorare i cupcakes freddi con il frosting, coprire con cocco secco  in polvere e volendo decorare.

Questa la versione decorata per Pasqua:
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20 aprile 2014

Easter Egg Hunt

Pasqua 2014

Hop hop hop the Easter Rabbit ha portato uova di cioccolata e cupcakes per la tavolata della colazione!!! Dopo aver distribuito le uova di cioccolato nel giardino, i bambini hanno cominciato a cercarlo e riempire i loro piccoli cesti e dopo tutti a fare colazione con i cupcakes e una bella cioccolata calda!!!

 

Buona Pasqua a tutti voi che passate di qua!

 

 

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17 aprile 2014

Un ovetto per Pasqua

 

E mentre voi tutti siete impegnati in colombe e casatielli, per non citare le pastiere!!!!, vi propongo un antipasto velocissimo da preparare, anche chic volendo, che e’ perfetto per Pasqua.

E’ un finger food che ho fatto piu’ di un anno fa e l’avevo quasi dimenticato, finche’ ho ritrovato le foto in questi giorni… giusto in tempo. Si tratta di uova di quaglie impanate e fritte, come dicevo molto semplice ma di effetto. Avevamo comprato le uova di quaglie in questo negozietto particolarissimo durante il nostro viaggio a San Diego (California), non uova fresche ovviamente , ma sottaceto, in una brina molto piccante. Quando le abbiamo assaggiate, erano veramente troppo spicy, per cui ho cercato un modo per attutire il forte. Ne e’ uscito un piattino niente male… il marito ha ampiamente apprezzato!!! Se non trovate le uova di quaglia sottaceto, potete usare delle semplici uova di quaglia sode.

Ovetti nel guscio

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Ingredienti:

uova di quaglia sottaceto, piccanti

uova, farina, pangrattato q.b.

olio pre friggere

ravanelli freschi per decorare

salsa di senape e aneto (quella che vende Ikea)

 

Asciugate le uova dalla brina, passatele nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato (meglio ancora se panko, il pangrattato giapponese).

Friggete in olio bollente finche’ dorate, scolatele bene e servitele con un dollop di salsa ala senape e un pezzetto di ravanello.

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16 aprile 2014

Roast beef 101

 

Avete gia’ deciso cosa preparare per Pasqua? Nel caso stesse ancora pensandoci e avesse deciso di boicottare il capretto, ecco un’ottima, elegante alternativa: il roast beef.

Non c’e’ niente di meglio di una fetta di roast beef tenerissima, succulenta e color rosa!!! E, leggendo un articolo su Saveur, mi e’ stato svelato il segreto per ottenere un perfetto roast beef. Questo puo’ essere servito caldo con una salsa alla senape o una salasa al blue cheese, per esempio, oppure puo’ essere servito freddo in sandwich o crostini per buffet, oppure puo’ essere riciclato in insalate o altre preparazioni. Veramente e’ un piatto versatile come pochi.

Siccome, se lo volete servire appena cotto, dovrebbe essere quasi crudo, dovrete comprare il miglior pezzo di carne di manzo per arrosto. Ora, piu’ che la ricetta, vi riporto il procedimento per ottenere tale risultato:

 

The perfect roast beef

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STEP 1: Vi serve 1 pezzo di controfiletto da 2.5 kg, legato (cio’ assicura una maggiore uniformita’  di cottura e facilita’ nel tagliarlo dopo la cottura)

STEP 2: Insaporite il pezzo di carne con sale e pepe, poi scottatelo su fiamma alta da tutti i lati, facendolo imbrunire bene (questo aiutera’ a mantenere i succhi all’interno).

STEP 3: Poi cuocete in forno a 200 F/95 C gradi per 3 ore e 20 minuti, oppure finche’ la temperatura interna della carne legge 130 F/54 C gradi.

Praticamente, la cottura a bassissima temperatura per lungo tempo permettera’ di ottenere un roast beef dal colore roseo uniforme dal centro verso l’esterno.

NOTA: la forma della carne e’ importante: ho fatto questa ricetta due volte: la prima volta ho seguito questa ricetta alla lettera, senza modificare niente; la seconda volta, il mio controfiletto era leggermente piu’ sottile – stesso peso – ma lungo e sottile (al contrario di quello “pancione” e corto che si vede in foto), in questo caso dopo un’ora ho cominciato a controllare la temperatura. Quando il mio termometro ha segnato 130 F/ 54 C l’ho tolto dal forno. Ed ho ottenuto lo stesso risultato perfetto.

STEP 4: se volete servirla calda, togliete la carne dal forno. copritela con un foglio di allumino e fate riposare almeno 10-15 minuti, per permettere ai succhi della carne di ridistribuirsi uniformemente all’interno. Se lo tagliate subito – e’ questo vale per ogni tipo d icarne – rischiate di far fuoriuscire tutti i succhi e la carne risultera’ asciutta.

STEP 5:  se la volete servire fredda , per sandwiches o altro, metteela in frigo e quando e’ fredda tagliatela molto sottile.

 

Questa e’ la mia versione per una cena che ho fatto in passato:

roast beef con salsa al gorgonzola e fagiolini con cipolle in agrodolce

 

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Per la salsa:

1 1/2 tazza di panna fresca (crema di latte)

50 gr di gorgonzola

sale e pepe a piacere

1 cucchiaio di erba cipollina tritata

 

Portate a bollore la panna, abbassate la fiamma e cuocete finche ‘addensa leggermente. Togliete dal fuoco, aggiungete il formaggio e fate sciogliere. Insaporite con sale e pepe e mettete l’erba cipollina poco prima di servire.

 

Per i fagiolini:

Scottate i fagiolini per qualche minuto (o piu’, a seconda di quanto vi piacciano cotti) in acqua bollente, scolateli e quando siete pronti per servire, saltateli velocemnte  in padella con un po’ di olio e burro, insaporiteli con sale e pepe e mescolatevi qualche cucchiaio di cipolle in agrodolce (cipolle fatte cuocere lentamente in olio e burro, insaporite con quanlche cucchiai di zucchero muscovodo, aceto e sale).

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8 aprile 2014

Pane indiano Naan

 

Per quanto questo pane lo si collega piu’ familiarmente alla cucina indiana, le sue origini sono persiane, anche il nome nān che appunto significa pane.  Il naan e’ un pane morbido lievitato, molto simile al pane pita, che solitamente e’ servito caldo, spennellato di ghee e puo’ essere usato sia come “cucchiaio” per prelevare il cibo, sia servito ripieno.

Esistono diverse varianti, legate specificatamente alla zone di provenienza, perche ‘come dicevamo il naan e’ comune in quasi tutta l’Asia (eccetto la parte dell’Est). La variante con i semi di nigella, che ho fatto, e’ invece tipica del Regno Unito.

Questo pane e’ di facile esecuzione. In meno di due ore e’ pronto, ma si mangia anche in meno tempo!!!!

 

Naan (INDIA)

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200 gr di farina media
100 gr di farina forte
1 cucchiaino di zucchero
1 1/2 cucchiaino di lievito granulato secco
1 cucchiaino di sale
100 ml latte --> 50 ml
100 ml acqua --. 150 ml
4 cucchiai di yogurth intero bianco
2 cucchiai di ghee sciolto o olio di semi


Mescolare le farina, zucchero, lievito nella ciotola dell'impastatrice. Aggiungere lo yogurth e il ghee alla farina, seguito dai liquidi fati riscaldare leggermente (intorno ai 38 C) ed aggiunti gradualmente. Se necessario aggiungere un po' di acqua in piu'. Impastate ottenendo un panetto morbido. Toglietelo dall'impastatrice, lavoratelo su un piano infarinato per 5 minuti e poi fatelo lievitare coperto finche' raddoppia.
Trascorso questo tempo, riprendete l'impasto, lavoratelo leggermente e ricavate 6 pezzi di 100 gr circa l’uno. Stendete ogni pezzo in una forma di goccia (25 cm X 12 cm).

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Riscaldate una padella per friggere larga - se l'avete suggerisco una di quelle in ghisa, da campeggio - e NON USATE ALCUN OLIO.
cuocete il primo naan nella padella da un lato finche' vedete delle bolle, a quel punto girate e finite di cuocere. Tenete in caldo, mentre cuocete il resto.

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Se volete farle come le ho fatte io, prima di mettere in padella bagnatele da un lato con acqua e distribuitevi sopra semi di cipolla nera o nigella.

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Versione all'aglio:


sciogliete 50 gr di ghee o burro e mescolatelo con 2 spicchi d'aglio macinati fini. quando il nanna e' pronto spennellarli con questa cremina e servire.

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7 aprile 2014

Lungo la terra delle spezie

 

Quando si dice… le fatiche di Tantalo!!! Iniziare e terminare questo piatto indiano e’ stato un processo intenso, ma ne e’ valsa la pena!!!

Non sono nuova alla cucina indiana, ho avuto modo di assaggiarla ed apprezzarla mentre vivevo ad Houston. Ma prima ancora, risalendo agli anni universitari, ai tempi della mia  residenza presso un dormitorio gestito da suore, ho avuto modo di essere iniziata alla cucina indiana dalle suore novizie provenienti dall’India. Perche’ secondo voi, avrei mai perso un’occasione per stare ai fornelli anche se stavo in un monastero (vi dico solo che la sera, dopo che tutte le suore si erano ritirate, io e la suora cuoca progettavamo nuove ricette da sperimentare!!!). Cosi’ ho avuto un primo assaggio della cucina indiana, ma da loro ho imparato a fare solo uno spezzatino/curry molto occidentalizzato, semplice ma piccantissimo!!!

Stranamente in tanti anni di cucina, non ho mai affrontato la cucina indiana, ma ora vivendo in Scozia mi sono sentita ispirata… ristoranti indiani pullulano ad ogni angolo di srada, sugli scaffali dei supermercati fanno bella mostra tantissimi ingredienti indiani, inoltre ho qui assaggiato uno dei migliori piatti indiani finora: il lamb byriani. E proprio ispirata da questo piatto, ho cercato di riprodurlo. La ricetta non e’ delle piu’ semplici,  perche’ ci sono diversi steps di preparazione prima di arrivare alla cottura del piatto finale. Ma quello e’ il bello di mettersi alla prova…

La ricetta proviene dal libro “India” di Rick Stein, il quale attraverso i suoi viaggi attraverso l’India, e’ riuscito a ricreare le ricette che chefs, home cook e venditori ambulanti gli hanno offerto durante il suo itinerario. Ovviamente, esistono tante varianti del biryani, ma in comune e’ la forte influenza persiana che si avverte in questo piatto (vedi la presenza dell’acqua di rose o fior di arancio).

Ho seguito la ricetta pedissequamente, eccetto non l’ho fatta piccante, per permettere al mio bimbo di tre anni di gustarla senza andare a fuoco!, e gli altri piccolissimi cambiamenti sono stati descritti accanto alal lista degli ingredienti. Spero che questa ricetta vi piaccia cosi’ come e’ piaciuta a noi!

 

Chicken and rosewater biryani (India)

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Ingredienti per 6-8 persone:


500 gr di sovraccosce di pollo, pesate dopo aver rimosso pelle e ossa


Per la marinatura:


250 ml yogurt greco bianco
6 spicchi di aglio, tritato finissimo
30 gr di zenzero fresco (1 pezzo da 6 cm), grattuggiato
3 peperoncini verdi piccanti, non privati dei semi ( io ne ho usato 1 senza semi), tagliato finissimi
1 cucchiaino di polvere di kasmiri chili (sostituibile con 1/2 cucchiaino di paprika dolce per il colore e 1/2 cucchiaino o meno di cayenne pepper - io ho omesso il cayenne)
1 cucchiaino di semi di coriandoli ridotti in polvere
1/2 cucchiaino di curcuma


Tagliare i pezzi di pollo a meta', in modo da ottenere 8 pezzi in tutto. Mettere in una ciotola e coprire con lo yogurt ed il resto degli ingredienti. Far marinare almeno un'ora (io l’ho messo a marinare sin dalla mattina per la sera)

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Per le cipolle croccanti:

300 ml do olio di semi - io ne ho usato 200 ml
3 cipolle medie, affettate sottilissime
10 chiodi di garofano
6 cm di stecca di cannella
5 semi di cardamomo verde, leggermente pestati,
2 foglie di alloro
1 cucchiaino di semi di cumino
2 pomodori medi, a dadini
1 cucchiaino di sale

Per il riso: 

600 gr riso basmati (io ne ho usati 400 e sono piu’ che sufficienti per 4-6 persone!), messo a bagno in acqua fredda per piu’ di un’ora (piu’ a lungo e’, meglio e’)
1 cucchiaino di sale per ogni litro di acqua

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Per finire:

100 gr di ghee o olio di semi
pizzico di zafferano sciolto in 4 cucchiai di latte tiepido per 15 minuti
2 cucchiai di acqua di rose (io ho usato estratto di fiori di arancio, opzione ammissibile)
20 gr di cashew, tostate
20 gr di pistacchi (io ho usato uvetta ammollata in acqua tiepida)

Riscaldate l’olio in una pentola a bordi alti e, quando e’ ben caldo, friggete le cipolle finche’ dorate. Scolatele e fatele raffreddare su carta assorbente (diventeranno croccanti man mano che si raffreddano).

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Togliete l’olio dalla pentola (conservatelo per altri usi), tranne 3 cucchiai. Fate riscaldare quest’olio rimasto, metteteci le spezie

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e fatele tostare per 1 minuto, aggiungetevi il pollo marinato, con tutta la marinatura. Portate a bollore e aggiungetevi i pomodori a pezzetti. Fate cuocere a fiamma media per 20 minuti, facendo asciugare la salsina intorno al pollo. Se dovesse succedere ,come e’ successo a me, che il pollo rilascia troppo liquido, rimuovete il pollo dalla pentola dopo i 20 minuti (per evitare di stracuocerlo) e fate asciugare la salsina. Rimettete poi il pollo nella pentola.

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Ora che avete il pollo cotto e tenuto al caldo e le cipolle fritte, portate a bollore l’acqua salata per il riso; quando bolle versate il riso scolato e cuotetelo per 5-6 minuti. Scolatelo di nuovo e iniziate a preparare il biryani.

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Sciogliete il ghee e versatene la meta’ in una pentola dal fondo pesante (io ho usato quella dove avevo cotto il pollo, dopo aver messo quest’ultimo in un altro piatto)  insieme a 3 cucchiai di acqua.  Fate uno strato con 1/3/ di riso.

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Mescolate il latte infuso di zafferano con l’acqua di rosa e spruzzatene 1/3 sul riso;

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poi fate uno strato con meta’ del pollo ed un terzo strato con 1/3 delle cipolle fritte.

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Continuate cosi’ terminando con uno strato di riso, spruzzato con il latte. Poi versate il ghee rimasto lungo i bordi della pentola. In pratica dovrete avere questo assemblaggio: riso – pollo – cipolle – riso – pollo –cipolle – riso. Le cipolle fritte restanti vi serviranno per completare il piatto.

 
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Coprite, sigillando bene, con il coperchio mettete su fiamma alta, finche’ vedrete – alzando leggermente il coperchio – un po’ di vapore fuoriuscire. A quel punto, abbassate la fiamma al minimo e cuocete per 30 minuti. Questo il risultato dopo i 30 minuti:

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Appena e’ pronto, servite, distribuendo il riso in un piatto da portata, in modo da mescolare i vari strati. Decorate con le cipolle fritte restaanti e aggingete sulla superficie l’uvetta e le cashew.

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Accompagnare con rajta (salsa al cetriolo e menta). Io ho aggiunto anche del pane naan, anche se non necessario.

 

Rajta

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175 gr cetrioli inglese, non pelato, grattuggiato
1 cucchiaino di sale
275 gr yogurt greco bianco
1/2 cucchiaino i zucchero
3 cucchiai di menta fresca tritata
pepe nero macinato,
1 cucchiaino di succo di lime


Mettere il cetriolo col sale a scolare in un colapasta per 20 minuti. Strizzarlo bene (questo e' un mio passaggio), poi mescolarlo agli altri ingredienti e far riposare almeno mezz'ora prima di servire. si deve consumare il giorno stesso in cui si prepara.

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6 aprile 2014

Sapori marocchini … in 30 minuti!

 

Questo e’ uno di quei casi in cui una ricetta ci colpisce al punto tale da farla lo stesso giorno in cui la si e’ scoperta!!!! Ovviamente avendo gli ingredienti a disposizione, come e’ capitato a me! Si tratta di una ricetta semplicissima, da realizzare in 30 minuti, per lo piu’ molto salutare e, per chi segue regimi alimentari particolari, e’ totalmente vegetariana.

La ricetta l’ho presa a una rivista americana per vegetariani, “Vegetarian Times – Ottobre 2008” (regalatami dalla mia amica Astrid), e l’ho riprodotta quasi pari pari: ho solo sostituito parte dei ceci con una patata dolce americana e ho omesso il piccante (per poter far mangiare la zuppa anche al mio ometto), che invece ci starebbe bene. Infine, l’ho servita con del riso pilaf, invece dello yogurth, per avere un pranzo piu’ completo.

Il nome tagine, in questo caso, non significa che abbia cotto il tutto nella pentola tagine, ma che il piatto ha in se’ tutti gli elementi tipici di una tagine marocchina: la presenza di frutta secca, l’uso di spezie quali cumino, curcuma, cannella, il contrasto agrodolce e la presenza del piccante.

 

Chicken tagine with cinnamon, cumin and carrots

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Ingredienti (per 4):

2 scatole di ceci (240 gr peso netto l'una) --> io ne ho usata 1
200 gr patata dolce, pelata e tagliata a cubetti --> mia aggiunta in sostituzione della seconda scatola di ceci
130 gr di carole, pelate e tagliate a cubetti
40 gr uvetta piccolina
1 cipolla piccola a dadini
3 spicchi d'aglio –> 1 spicchio
2 cucchiai di olio
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di polvere di cumino
1 cucchiaino di polvere di cannella --> ne ho messo 1/2
1/4 cucchiaino di cayenne pepper --> io non l'ho messo per via del bimbo, ma ci starebbe bene
2 cucchiaini di miele
500 ml di acqua
sale (la ricetta non lo mette, ma ci vuole!!!!)
prezzemolo fresco per finire --> io avevo coriandolo
120 gr di yogurt greco per accompagnare --> io ho fatto il riso pilaf (segue ricetta)


Riscaldate l'olio in padella; soffriggete brevemente l'aglio tritato con la cipolla, finche' traslucidi; poi versate le verdure tritate, i ceci, l'uvetta, le spezie, il miele, abbassate la fiamma, coprite e cuocete per 30 minuti circa. Quando e' cotta insaporite con prezzemolo o coriandolo fresco tritato e un dollop di yogurt o del riso pilaf. Io ho usato il blender ad immersione per darhgli un blitz veloce, in modo da rendere la zuppa piu’ cremosa.

 

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Riso pilaf (insegnatomi da un'amica turca):

1 tazza di riso basmati, ben sciacquato
2 tazze di acqua
sale q.b.
1 cucchiaio di olio


Riscaldate l'olio in un pentolino dai bordi alti; verste il riso lavato e tostate per 1 minuto; poi versate l'acqua, il sale, mescolate e riducete la fiamma al minimo. coprite e cuocete - senza aprite il coperchio - per 15 minuti.
Questa e' un'ottima ricetta vegetariana; ma nel caso si potrebbe sostituire l'acqua con brodo per una tagine piu' saporita.

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4 aprile 2014

Coffee and cake

 

Coffee cake… il nome dice tutto!!! Una coccola per accompagnare una tazzina di caffe’ fumante al mattino, appena alzati, o al pomeriggio, quando ci viene il cosidetto “abbiocco”!!! Il gusto della torta non ha niente a che fare col caffe’, ma appunto e’ un dolce molto semplice che in America – da qua il name -  viene servito con te’ o caffe’.

Ho preso spunto da una ricetta in internet per la base, sostituendo pero’ il latte con acqua e il burro con olio (memore della ricetta del ciambellone di Adelaide che si mantiene morbido per giorni); per il crumble, ho un po’ visto cosa offriva la pantry e, vista l’abbondanza di mandorle… briciole di mandorle sulla torta!!!

Consiglierei di non aumentare il numero di perre, perche’ anche se si trovano solo pochi pezzettini (quelli che non si sciolgono in cottura), la torta resta mordida senza diventare umida. Per il cioccolato potete usare quello che avete a portata di mano, io ho usato quello al latte, ma avrei preferito quello fondente.

Inoltre, questo impasto si presta come base per molte varianti, per esempio potete distribuire sull’impasto uno strato di marmellata e poi coprire col crumble; ovviamente potete cambiare il tipo di frutta, per esempio lamponi e cioccolato bianco; anche il crumble puo’ variare, cambiando il tipo di nocciola usata, oppure si puo’ fare semplicemente con burro, zucchero e farina.

“Don’t let a recipe stop you from experimenting”! that’s my motto!

 

Crumb pear and chocolate coffee cake

 

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Ingredienti per una teglia di 33x23x5 cm

 
1/2 tazza di olio
1 tazza di zucchero
2 uova
3/4 tazza di acqua
2 tazze di farina
2 cucchiaini lievito per dolci
1 cucchiaino di estratto di arancia
Pizzico di sale
2 pere, pelate a dadini
100 gr cioccolato

In una ciotola mescolare acqua, olio ed estratto e mettere da parte. In un'altra ciotola, mescolare lievito, sale e farina e tenere da parte.
Montare le uova con lo zucchero finche' ben gonfie. Aggiungere un terzo della farina, far amalgamare; versare meta' dei liquidi e far amalgamare, continuare cosi' alternando farina e olio/acqua, terminando con la farina. Infarinare le pere a dadini e il cioccolato a pezzetti con un cucchiaio di farina ed aggiungere al composto delicatamente. Versare nella teglia imburrata ed infarinata, distribuire il crumble sulla superficie ed infornare per 30 minuti.

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Crumbs:


50 gr burro
2/3 cup farina di mandorle
2/3 tazza di zucchero muscovado
50 gr manolre pelate e affettate


Amalgamare con le mani il burro con gli altri ingredienti, ottenendo tante briciole. distribuirle sull'impasto. Infornate a 180 C per circa 30 minuti.
Forno preriscaldato a 180 C. Cottura di 30 minuti.

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3 aprile 2014

Comforting soul food

 

La cucina del Sud (degli States) o la sia ama o la si odia!!!! E per me e’ stato amore a prima vista!!!! Per quanto al temperatura sia CALDA, MOLTO CALDA, i loro piatti sono molto ricchi e talvolta – lo ammetto – pesantucci, ma sono il riflesso della storia e dello sviluppo economico di quest’area. Infatti, la cucina Southern e’ un misto di tradizioni culinarie, in particolare dei Nativi Americani (indiani), degli immigranti del Regno Unito e la cosiddetta cucina degli schiavi, quindi dell’Africa Centrale e Occidentale. Ma a questi tre rami – che costituiscono il “cuore” della cucina southern - vanno collegate anche altre subculture che hanno influenzato il Sud degli States, come la cucina Creole e Cajun o quella Tex-Mex.

Ai tempi della schiavitu’ ci troviamo di fronte a due tipi di cucina, quella che schiavi preparavano per i propri “padroni”  (una cucina comunque semplice, che pero’ prediligeva ingredienti migliori e spesso varianti dalal cucina “di casa”) e quella che riservavano per se’ (per lo piu’ si trattava di one-pot meal, con verdure e pane di mais). Non si tratta di haute cuisine, ma quasi di una cucina di sopravvivenza, di preservazione, in quanto, essendo molto caldo, si doveva pensare a come preservare il cibo piu’ a lungo senza rischiare sprechi. Si spiega cosi’ la nascita del jerky beef, la carne essiccata, consumata come snack o persino la tecnica della frittura. Gli schiavi impararono dagli Indiani che friggendola, la carne sotto la pelle si manteneva piu’ a lungo. Oppure l’uso di cucinare le verdure ricoperte con la carne per lo piu’ di maiale (che veninva riutilizzata per qualche altra cosa, ma spesso non veniva mangiata) e sale, al fine di preservarla.

Questa ricetta e’ un classico esempio di questa cucina, un esempio di come sia stata adottata ed arricchita in qualche casa, divenendo poi un classico della cucina “comfort” del Sud degli States. Sono partita da una ricetta di Paula Deen, al regina del Southern food, sostituendo i peperoni docli con i funghi, perche’ avevo mangiato in qualche ristorante una versione simile a quella che vi propongo oggi.

 

Low country pork chops with mushroom gravy (Southern Cuisine)

 

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Per 2 persone:

2 costatelle di maiale, di 3 cm di altezza

200 gr funghi, affettati

1 cipolla

sale e pepe, a piacere

olio q.b.

rosmarino a piacere

2 spicchi di aglio

2 cucchiai di farina

vino rosso, un paio di cucchiai

225 ml di brodo di pollo

worcherstershire sauce a piacere

 

Pasate le costatelle nella farina, insaporita con sale e pepe.

Scaldate 1 cucchiaio di olio in padella e rosolate le costatelle da tutte e due i lati; toglietele dalla padella e mettetele da parte;nella stessa padella, aggiungete un altro paio di cucchiai di olio e soffriggete per qualche minuto la cipolla affettata finemente, versate il vino rosso (o bianco, non importa) e rimuovete tutto il fondo della padella; quando il vino sara’ evaporato, aggiungete i funghi e cuocete per qualche minuto. A questo punto, fatevi rosolare l’aglio brevemente e rimettete le costatelle nella padella, coprendole con i funghi e le cipolle.

Aggiustate di sale e pepe, versate uno spruzzo di worcestershire sauce, rosmarino tritato (fresco o secco) a piacere e il brodo. Abbassate la fiamma al minimo, coprite con un coperchio e cuocete per 30-40 minuti o finche’ la carne sara’ tenerissima.

Servite con puree di patate e, possibilmente, con collard greens.

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